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Raphael Martinho (28 anni)

Raphael Martinho (28 anni)

Martinho si presenta: "Il San Nicola mi porta bene. Spero di aiutare la squadra"

Il centrocampista brasiliano è stato presentato alla stampa. "Ho scelto Bari perché è una piazza importante. Voglio far bene, qui c'è un progetto importante"

in mattinata il Bari ha presentato uno dei suoi ultimi innesti, Raphael Martinho. Il brasiliano portato in Italia dal Catania nel 2011, è arrivato alla corte di Stellone dopo una stagione sfortunata con il Carpi ma in carriera può vantare campionati esaltanti, specie due stagioni nel torneo cadetto con le maglie di Verona e Catania.

Ecco le sue prime dichiarazioni da giocatore biancorosso:

Che clima hai trovato al tuo arrivo?
"Ieri è stato il primo giorno con la squadra, ho trovato ragazzi che già conoscevo. C'erano tanti tifosi, una cosa che ci dà soddisfazione e motivazione".

Sei un esterno che ama accentrarsi...
"Sì, parto da sinistra a centrocampo, ho fatto anche la mezz'ala nel centrocampo a 3 e anche l'esterno d'attacco in un tridente. Mi adatto a questi ruoli con semplicità. Le mie caratteristiche mi portano a coprire diversi ruoli".

Cosa pensi della Serie B?
"E' il terzo anno che la faccio, ogni anno è un campionato diverso. Col Verona fu stra-difficile, col Catania fu diverso, vincevano le squadre più cattive, non quelle qualitative. Credo che per far bene ci vogliano entrambe le caratteristiche".

Arrivi qui con un anno di ritardo?
"Anche di più, già quando giocavo a Catania ci fu la possibilità, ogni anno c'è stata l'occasione. Questa è stata la volta buona, ho voluto fortemente venire qui, la piazza mi dà tanti stimoli".

Ci voleva Sogliano per portarti a Bari...
"Non solo il direttore, anche il progetto del presidente: lui vuole fare cose importanti, stiamo costruendo una squadra forte. Manteniamo un basso profilo e cerchiamo di vincere più partite possibili",

E' l'anno del tuo riscatto dopo una stagione difficile?
"Mi auguro prima di tutto di far bene per il Bari, e di conseguenza se mi esalterò sarà una buona cosa. Ma penso prima di tutto al Bari, vincere le partite, indipendentemente da chi fa gol, calcia i rigori. Vincere è il nostro obiettivo, la Serie B è lunghissima. Lo scorso anno è stato un anno turbolento, io non avevo fatto il ritiro a Carpi. Una circostanza che si paga a livello fisico. Ho fatto buone prestazioni, poi si sono fatte altre scelte... Le partite che ho fatto penso di aver giocato bene".

Bari e il Brasile un bel binomio...
"Sicuramente, per noi brasiliani, anche a Catania, ci sentiamo a casa. L'ambiente è simile, avere una tifoseria importante che ci sta vicino è solo uno stimolo". 

Hai vissuto i tuoi momenti migliori a Cesena e Catania...
"Sì, anche se il vero Martinho si è visto col Verona, anche il primo anno in A ho avuto continuità. E' successo a Catania, poi ho avuto 2-3 infortuni lunghi che mi hanno tagliato la stagione. Poi il Carpi, un'esperienza così, così...".

Da avversario hai segnato contro il Bari...
"Sì, il San Nicola mi porta bene. Qui ho segnato l'unica doppietta in carriera. Mi auguro di farne altre, ma prima di tutto che la squadra vinca".

In carriera hai fatto anche il terzino...
"Sì all'occorrenza sì, quando c'è emergenza posso fare anche quel ruolo". 

A Verona la tua migliore stagione. Vuoi metterti alle spalle gli infortuni?
"Quell'anno di B è stato l'unico anno in cui ho avuto continuità per tutta la stagione. In A poi c'erano tanti giocatori, giocavo e a volte no. E' stato un anno discontinuo dal punto di vista tecnico ma non fisico. A Catania la caviglia mi ha costretto a star fermo due mesi, riprendere poi è faticoso. A Carpi non abbiamo fatto ritiro".

Chi parla la tua stessa lingua sul campo?
"Ho fatto un solo allenamento, De Luca ha tanta tecnica, Valiani anche, Maniero ha i piedi storti (ride ndr). A Catania sbagliava spesso e lo prendevo in giro. Ci vogliono corsa e agonismo". 

Che partita ti aspetti contro il Cosenza?
"Ci vuole una buona amalgama, sarà la prima sfida ufficiale, ci teniamo a far bene. Mi auguro di giocare, sono allenato".

Cos'è per te far goal?
"Per me è principalmente la soddisfazione di poter aiutare la squadra".

A Verona più che assist-man sembravi una punta...
"Quando sei in fiducia riesci a far tutto, prima di tutto bisogna essere in forma, poi cose che non ti aspetti magari ti vengono naturali".

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