Bari, ecco Moras: "Ho ancora tanto da dare, lo dimostrerò sul campo"

35 anni ad agosto, il difensore greco si è legato ai biancorossi per le prossime due stagioni. "Lasciare Verona non è stato semplice, ma quando mi ha chiamato Sogliano ho subito detto sì"

In mattinata il Bari ha presentato il primo acquisto del suo calciomercato, Vangelis Moras. Il colosso greco (è alto 193 cm) è stato prelevato a parametro zero, dopo il termine del suo contratto con l'Hellas Verona. Alla soglia dei 35 anni (li compirà il prossimo 26 agosto), l'ex difensore scaligero si è detto ancora in grado di dare tanto sia dal punto di vista fisico, sia dal punto di vista mentale e dell'esperienza.

Ecco le sue risposte ai cronisti presenti in sala stampa:

Cosa ti ha fatto scegliere il Bari?
"Ho giocato tante volte contro il Bari, conoscevo l'ambiente. Ero vicino a firmare con un'altra squadra ma l'amicizia col direttore mi ha portato subito ad accettare questa destionazione. Avere Sogliano in una piazza così importante è fondamentale, ed è buono anche per me". 

Conosci qualcuno?
"Valiani siamo stati insieme a Bologna.

Cosa puoi dare alla tua età?
"Se non avessi avuto stimoli non sarei stato qui. Ad agosto faccio 35 anni ma tutto quello che ho lo dimostrerò in campo. Vedo per esempio molti giovani che non hanno voglia di lavorare. Le parole non servono a nulla, parla il campo".

Che carattere hai?
"Non parlo molto, ma quando c'è qualcosa che non va mi espongo. Voglio creare uno spogliatoio unito, essere felici di quello che stiamo facendo. Bari merita di più, e questo dobbiamo trovarlo tutti insieme. Io ci metterò l'esperienza, darò qualcosa in più, ma da soli non si può far nulla, bisogna essere tutti uniti. Ognuno dovrà fare il suo".

Puoi fare solo il centrale?
"Sì, ho giocato anche da terzino destro, ma ora faccio il centrale".

Che rapporto hai con la Serie B?
"Le mie scelte di andare in B sono sempre state legate a società dove c'è intenzione di salire. Mi ha chiamato il direttore e non ci ho pensato. Le favorite sono quelle indicate dal mister, ma noi pensiamo a dare il massimo e vediamo dove possiamo arrivare. La nostra forza in più sarà la tifoseria, avere una base di 20-25mila spettatori può essere la nostra marcia in più".

Come mai scegli spesso il 18?
"Mi piaceva come numero, è diventato il mio numero preferito e voglio tenerlo con me fino a fine carriera".

Come ti è cambiata la vita due anni fa? (Moras ha perso un fratello per una leucemia, nonostante egli stesso gli avesse donato il midollo osseo ndr)
"Mi ha dato la forza di continuare, gli ultimi anni della mia carriera sono dedicati a mio fratello. Continuerò finché posso, fisicamente darò sempre il massimo. Dentro il campo mi interessa dare tutto, sudare, lottare fino alla fine, parliamo di calcio, non di guerra. Quando la gente vede un calciatore che dà il massimo è contenta".

Cosa porti da Verona?
"Lì ho fatto i quattro anni migliori della mia vita, è stato difficile andare via, ma per me non cambia nulla, dare il massimo è il mio credo. Se non ci si mette la carica ogni partita diventa dura".

Cosa non ha funzionato l'anno scorso?
"Quando inizia male è difficile alzare la testa. Una piazza come Verona non lo merita, lì mi sono sentito veramente a casa".

Il tuo rapporto con Sogliano?
"Non lo conoscevo prima dell'Hellas, quando mi ha chiamato io ci volevo andare per via del legame col mio Paese. Lì mi ha dimostrato che persona è, non è un finto, è un vero uomo. Quando mi ha chiamato lui ho lasciato perdere le altre squadre e continuare insieme. Essere a Bari poi mi piace perché è molto vicino alla cultura greca. Non sono venuto qui a svernare, voglio rispettare la maglia, quando non starò bene sarò il primo a farmi da parte".

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Pensi ancora alla nazionale?
"Sono stati due anni brutti, non abbiamo passato il turno più facile degli ultimi anni. Ci sono stati tanti cambiamenti, un po' di problemi. Sarò sempre a disposizione della Grecia, ma in questo momento non ci penso. Se riusciamo a tornare in A, potrei pensarci. Per me sarebbe un onore, non si può mai dire di no. So che sarà difficile"

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