Dicara: "Camplone come un fratello. Latina? Sono tranquillo, ho fiducia nella squadra"

Il vice-allenatore del Bari domani sostituirà il tecnico in seguito al malore accusato ieri mattina durante l'allenamento: "Emozione? No, sono tranquillo, vengo da 20 anni di calcio"

Giacomo Dicara

E' abituato ad essere in panchina ogni domenica ma con un ruolo più defilato, domani invece toccherà a lui dirigere l'orchestra biancorossa: Giacomo Dicara, allenatore in seconda e amico di Andrea Camplone, guiderà il Bari nella sfida casalinga contro il Latina, sostituendo il collega vittima di un malore (nulla di grave per fortuna) nella mattinata di ieri. 

Ecco le risposte del vice di Camplone (nonché ex giocatore biancorosso) ai cronisti presenti:

Più emozionato o preoccupato per domani?
"Sono sincero, anche da giocatore caratterialmente sono sempre stato un po' così, sono tranquillo e lo sarò anche domani. Non è certo una partita a stravolgermi caratterialmente. Poi ho grande fiducia nella squadra, da quando siamo arrivati si stanno applicando in maniera fantastica. Il segnale più importante è questo: che la squadra segue le cose che vuole l'allenatore. I ragazzi si sono messi da subito a disposizione".

Le è già capitato di essere il primo allenatore?
"Ho sostituito Andrea già qualche volta, ma non è una cosa importante. Anche l'anno scorso, non ricordo quale partita, in cui lui era squalificato. E' importante la partita, importa come la squadra si è approcciata alla gara. Ho sempre sostenuto che il giorno della gara l'allenatore conta poco, conta tanto il lavoro settimanale, le cose provate in settimana. L'impegno, la dedizione, lo spirito di sacrificio che la squadra mette in campo"

Ha già sentito mister Camplone?
"Certo, già ieri voleva uscire dall'ospedale e venire con la squadra. Ci ho palrato prima durante e dopo, ha già voglia di uscire dall'ospedale".

Vi guarderà dalla tv?
"Starà alla sua intelligenza, lui farà ciò che si sente di fare. Io prima che il suo secondo lo considero un fratello, ci conosciamo da una vita. Ha preferito non dico me alla moglie, ma sapevo che la mia presenza l'avrebbe tranquillizzato".

Formazione?
"Non c'è nessun problema, il lavoro fatto durante la settimana sarà quello che deciderà chi va in campo. Non verrà detta per dare vantaggi agli avversari. Sono tutti grandi professionisti si stanno allenando da squadra com'è giusto che sia. Un segnale fondamentale"

Nei 90' toccherà a te dirigere l'orchestra...
"So che fare l'allenatore è diverso, io vivo all'ombra di Andrea, anche fare la conferenza è una cosa nuova ma non sono spaventato. Vengo da 20 anni di calcio. Giocavo in una posizione in cui potevo leggere bene la partita. Ero tutto tranne che un giocatore aggressivo, facevo dell'intelligenza tattica la mia dote principale date le mie condizioni fisiche non strutturate. Questo mi aiuterà domani".

Il suo esordio nel Bari?
"Nel '90-'91, ero giovane, non mi ricordo bene. Giocavamo fuori casa, non andò benissimo". 

Guarna o Micai?
"Non posso dirlo, lo consideriamo un giocatore di movimento. I dati dicono che Alessandro ha fatto una grande partita ad Avellino, Enrico ha giocato fino ad ora. Non abbiamo dubbi ma le risposte le teniamo per noi".

Donkor?
"E' un ragazzo giovane, come tanti altri. Io sostengo che non c'è mai limite al mettersi a disposizione. Si può sempre migliorare. L'errore non va condannato, è sbagliato. Certo bisogna capire cosa non si è fatto bene e cambiare atteggiamento e migliorarsi senza più ripetere l'errore. Farne tesoro, insomma. In questa categoria non è permesso sbagliare, noi siamo stati anche sfortunati perché i nostri errori sono stati piuttosto grossi e ci hanno condannato in maniera pesante. L'errore del singolo è un aspetto su cui si può lavorare poco, nel momento in cui ci stiamo esprimendo positivamente ci può essere un calo di tensione. Non può essere preventivato, insomma. Diverso è l'errore di reparto. Più che chiedere di innalzare il livello di attenzione e determinazione non si può fare"

Latina?
"Fanno delle ripartenze la loro forza, ti concedono campo per poter ripartire. Siamo preparati su quelle che sono le loro caratteristiche principali. Secondo me non dobbiamo troppo preoccuparci degli avversari quanto piuttosto di noi stessi. Sarà importante soprattutto la nostra determinazione, come entriamo in campo".

San Nicola pieno?
"Lo spero, vederlo pieno è altamente coinvolgente, c'è voglia di ottenere qualcosa di importante. Si vede che c'è voglia di ottenere palcoscenici importanti. La società lo merita".
 

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