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Fabio Grosso e Sean Sogliano

Fabio Grosso e Sean Sogliano

Grosso: "Ho accettato la sfida di Bari convinto di farcela. Sono qui per creare entusiasmo"

Il nuovo tecnico dei galletti è stato presentato alla stampa nel pomeriggio. "Quando il Bari ha chiamato non ho avuto esitazioni. Mercato? Voglio gente che abbia voglia di star qui"

Nel primo pomeriggio si è tenuta la conferenza stampa di presentazione di Fabio Grosso, il nuovo allenatore scelto da Giancaspro e Sogliano per guidare il Bari nel prossimo campionato di Serie B.

Classe '77, romano di nascita ma pescarese d'origine, Grosso è approdato nel capoluogo pugliese firmando un contratto biennale con opzione per un terzo, dopo quattro anni alla guida delle giovanili della Juventus, squadra in cui ha concluso la sua carriera da calciatore e che gli ha dato l'opportunità di iniziare ad allenare. “E’ un grandissimo piacere per me essere qui - ha esordito in conferenza stampa - Ringrazio il direttore e il presidente, e coloro che mi hanno permesso di poter arrivare oggi qui. Mi riferisco alla Juventus, società che mi ha dato la possibilità di fare esperienza in questi quattro anni.”

Da Torino a Bari, dai giovani agli adulti, Grosso si prepara ad un salto doppiamente impegnativo sotto l'aspetto umano e professionale: "In questa città c’è tanta voglia di fare bene, lo stesso che voglio io. Mi è bastato poco per convincermi - ha dichiarato -. Sentivo l’esigenza di terminare l’esperienza coi ragazzi e confrontarmi col mondo dei ‘grandi’. Sono contento di essere in una piazza importante. Nella mia vita ho sempre accettato tante sfide e l’ho sempre fatto convinto di poterle superare.”

La scelta di iniziare ad allenare tra i professionisti partendo proprio da Bari è sintomo di grande coraggio da parte di un allenatore che fino ad ora può vantare come unica esperienza in panchina quella al timone della primavera juventina: "Ho scelto di chiudere col calcio giovanile al momento giusto. Questo è un passo, anzi un salto molto lungo, ma ne sono convinto.". Grosso è perfettamente conscio del fatto che nel capoluogo pugliese non sarà una passeggiata, tanto per le pressioni ambientali, quanto per il valore degli avversari. "So che ci confronteremo in un campionato difficile. Conosco le aspettative del club e della piazza. Ci saranno tante difficoltà. Le promesse non mi piacciono. L’unica cosa è che intendo dedicarmi completamente a questa causa per riaccendere l’entusiasmo".

Conclusa la parabola da allenatore della Primavera, Grosso attendeva un'opportunità e alla chiamata del Bari non ci ha pensato due volte a rispondere affermativamente. "Dopo aver chiuso con la Juve - ha spiegato - è bastata una telefonata col direttore, un incontro e poi siamo partiti. Per me è un grande onore, conosco le pressioni che mi aspettano ma con lavoro e umiltà, assieme ai miei collaboratori e ai ragazzi che avrò a disposizione faremo del nostro meglio. Sono contento".

Le sue qualità come calciatore sono pressoché note a chiunque, ancor più dopo la splendida vittoria del mondiale 2006 dove fu decisivo in più di una circostanza, ma sul Grosso-allenatore si sa effettivamente poco. "A chi m’ispiro? Ho sempre amato il calcio - ha detto -. Mi piacciono diverse cose di tanti allenatori. Provo ad apprezzare le loro cose positive. Mi piace far giocare la squadra, far divertire la gente, coinvolgerla. Ci vogliono basi solide e imprescindibili. Credo tanto nell’unità, nella coesione tra staff, allenatore e squadra. Non sono cose che si conquistano gratuitamente ma si ottengono col lavoro. Noi vogliamo riaccendere l’entusiasmo”.

Inevitabili le domande dei cronisti sul tema del mercato, anche se le risposte del tecnico sono state comprensibilmente evasive. Riguardo ad un'ipotetica lista dei rinforzi Grosso ha dichiarato: "Non c’è e non sono abituato a farla. Oltretutto non mi è stata richiesta. Con la società c’è la condivisione di un’idea, la voglia di far bene. La selezione dei giocatori dovrà essere fatta in base alla voglia di venire in questa piazza e riportarla dove merita". E a chi gli chiede se porterà con sé qualché giovane bianconero risponde: "Non ne abbiamo parlato, avremo il tempo per farlo. Io ho detto ciò che penso sulla squadra. Ho un’idea delle caratteristiche che servono per far bene".

Pur non amando parlare dei singoli il neo-allenatore biancorosso ha risposto circa la permanenza in rosa di uno dei calciatori di maggior talento del Bari, ossia Ciccio Brienza: "Franco è stato mio compagno di squadra. Conosco le sue qualità tecniche e umane, sarà importantissimo per questa squadra in futuro. Al momento sono convinto di averlo. Viene da un infortunio, dovrà vedere come sta ma conoscendolo è un calciatore che ha a che fare poco con la B, per cui mi farebbe piacere averlo a disposizione."

Rispetto al prossimo campionato di Serie B, che può vantare un numero di pretendenti quanto mai agguerrite (tanto da essere definito dagli addetti ai lavori una sorta di "A2"), Grosso ha già chiaro in mente cosa lo attenda: "E’ un torneo difficilissimo, lungo, fatto di tante partite. Ci saranno momenti difficili, mi auguro pochi. La nostra bravura dovrà essere quella di farci trovare pronti in questi frangenti. La grande difficoltà è che nei primi periodi difficili si può entrare in panico. Lì toccherà a me creare il gruppo. Passione, entusiasmo, voglia di diventare protagonisti sono le componenti basilari per far bene". E non importa se a Bari hanno fallito anche tecnici di provata esperienza come Colantuono, Grosso ha voglia di sporcarsi le mani: "Non mi affaccio a quest'avventura con preoccupazione ma con tanta voglia. Sono consapevole che è una sfida difficile ma la accetto volentieri".

Ricordato da chiunque come l'eroe della Coppa del Mondo 2006 consegnata all'Italia trasformando il rigore decisivo, Grosso ha analizzato anche il suo rapporto con la paura di sbagliare: "Sono una persona che si è sempre messa in discussione - ha affermato -.Questo ha fatto sì che crescessi molto. Più che paura di sbagliare ho sempre avuto il coraggio di provarci. Mai come oggi mi tornano utile questo modo di pensare. Ecco perché sono qui."

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