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Gaetano Monachello

Gaetano Monachello

Monachello: "Avevo tante offerte ma Bari non si può rifiutare. Coppa Italia? Sono pronto"

Il centravanti preso in prestito dall'Atalanta si presenta: "Le mie esperienze in giro per l'Europa mi hanno fatto crescere. Non ho paura delle sfide. Sono a Bari per crescere"

Nel primo pomeriggio il Bari ha presentato il suo nuovo centravanti, Gaetano Monachello. Acquistato in prestito dall'Atalanta, l'attaccante classe '94 ha una carriera singolare, visto che a soli 22 anni ha già giocato (e segnato...) in quattro nazioni diverse (Ucraina, Cipro, Belgio e Grecia) prima delle esperienze con Lanciano e Atalanta.

Sentendolo parlare, ci si rende conto di avere di fronte un ottimo elemento a prescindere dalle qualità tecniche: dalla parole di Monachello traspaiono umiltà e determinazione, qualità indispensabili per conquistare i tifosi e far bene con la maglia biancorossa. 

Di seguito le risposte di Monachello ai cronisti presenti in sala stampa:

Hai una faccia da bomber...
"Eh ci proviamo (ride ndr). Sono venuto a Bari perché voglio crescere. Prima di pensare al singolo, però, è bene vincere, se dovessero arrivare dei goal tanto di guadagnato...".

Intanto sei stato ancora convocato in Nazionale...
"Per fortuna mister Di Biagio crede in me. Siamo quasi qualificati all'Europeo. Ci teniamo tanto... Prima però viene la Coppa Italia, altro appuntamento che per noi è importante".

Potevi andare al Palermo...
"Ho avuto tante richieste ma la più forte è stata quella del Bari. Ero stato bloccato dall'Atalanta, ma i biancorossi hanno insistito tanto per avermi. Bari non si può rifiutare".

Hai girato mezza Europa pur essendo molto giovane. Da dove nasce questo giro insolito?
"Quando avevo 18 anni prima di andare in Ucraina non ci fu l'accordo con l'Inter, avevo voglia di un'altra esperienza e il mio procuratore mi propose questa esperienza all'estero. Ho scommesso su me stesso, potevo anche perdermi. E' stata dura, ma sono cresciuto dal punto di vista tecnico che caratteriale. Quello che ho adesso lo devo a quel giro. Lo rifarei altre 100 volte, non ho paura e neanche delle sfide"

Sei sceso nuovamente in Serie B...
"La B è il campionato degli italiani, impegnativo, difficile. Ci vuole cattiveria, so cosa ci vuole, l'ho imparato a Lanciano. Sono pronto".

Che giocatore sei?
"A Lanciano sono andato bene pur essendo arrivato senza preparazione. Il parco attaccanti è ampio. Il gruppo è bellissimo, mi sento già a casa. La concorrenza è sana. Chiunque giochi va bene, tanto ci sarà bisogno di tutti in 40 e passa partite".

Quanto ti manca il goal?
"In campionato da un po', per fortuna in campo internazionale no, e in quel caso le partite sono anche più difficili".

Quale può essere il tuo partner?
"De Luca è rapido, Maniero più prima punta. Io posso fare la seconda come la prima punta, quindi potrei trovarmi bene con entrambi. Non è un problema, mi piace svariare molto su tutto il fronte offensivo". 

Come vedi la gara col Cosenza?
"Sono le partite più dure, le squadre di Lega Pro hanno fame. Loro non hanno nulla da perdere, è dura uscire subito, bisogna interpretarla col piglio giusto".

Sei a posto fisicamente?
"Sì, ho fatto tutto il ritiro con l'Atalanta e sono stato anche capocannoniere, sto veramente bene e posso giocare"

Che numero sceglierai?
"Il 9 dovrei prenderlo in Coppa Italia. Se in B si potesse utilizzare un numero alto userei il 45 che è la data di nascita di mio nonno". 

Cosa ti sei detto col Mister?
"Dobbiamo lavorare tanto, il mister ci ha inculcato il concetto di squadra, il singolo viene dopo".

Hai fame di arrivare
"Sono meridionale, vengo da un paese piccolo vicino Agrigento, sono fuori di casa da 10 anni. Non ho mai avuto nulla in regalo, prima di andare all'Inter avevo fatto altri 4-5 provini. Mi sono sempre guadagnato tutto col lavoro, anche a Lanciano. Per fortuna non ho mai mollato".

Che ne pensi del calendario?
"Non ho visto nulla, mi sarebbe piaciuto tornare a Lanciano, peccato per come è finita".

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