Giancaspro denunciato per truffa ma il presidente del Bari smentisce le accuse

Il numero uno dei galletti denunciato dai suoi ex soci della Finpower Srl che chiedono il sequestro dei conti del Bari. Tramite il suo legale Giancaspro ha già dichiarato che i fatti sono "assolutamente falsi"

Cosmo Giancaspro, presidente del Bari

Nuove grane in vista per il Bari: secondo quanto riportato da La Gazzetta del Mezzogiorno, due ex soci di Cosmo Antonio Giancaspro avrebbero sporto denuncia nei confronti del presidente biancorosso, chiedendo il sequestro dei conti societari e riconducibili all’imprenditore molfettese.

Tale richiesta fa parte di un esposto presentato al nucleo di polizia tributaria della Guardia di Finanza di Bari, per conto di Alessio Angelo Bona di Lecce e Giovanni Ferrara di Melfi, ossia i fondatori delle aziende del gruppo Finpower srl, in cui Giancaspro è entrato come commercialista, divenendo poi proprietario. Le aziende sono state poi cedute ad un fondo d'investimento britannico.

La denuncia degli ex soci di Giancaspro è per i reati di truffa aggravata, appropriazione indebita e falso. La replica di Giancaspro è arrivata tramite il suo legale, Raul Pellegrini: "i fatti riferiti sono assolutamente falsi" ed è pronta una contro querela nei confronti dei due imprenditori.

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LA NOTA DEL PRESIDENTE GIANCASPRO - In serata, il presidente biancorosso ha risposto alle accuse con una nota ufficiale pubblicata sul sito della FC Bari 1908. "Cosa puoi rispondere a persone che ti accusano di reati a mezzo stampa? Cosa puoi rispondere ad accuse talmente inconsistenti, nella loro stessa prospettazione, da risultante addirittura incomprensibili? Cosa puoi rispondere a gente che segue percorsi irrituali per scopi facilmente immaginabili? La risposta è una sola. Niente. Non puoi rispondere niente. Di fronte alla cattiveria del gioco al massacro mediatico sei indifeso. Ma una cosa la devo dire alle mie figlie, che hanno letto e sofferto in silenzio, senza neppure chiedermi perché succedono queste cose. Non avrò pace fino a quando i responsabili di questa azione delittuosa non verranno severamente puniti. Non intendo spendere una parola in più nei confronti di persone delle quali si sta già occupando la magistratura, nelle indagini in corso per altre vicende. E non lo faccio soltanto perché non mi piace non rispettare le regole. Quelle scritte e quelle non scritte. Le denunce e i processi si fanno nei tribunali, dinanzi ai giudici, non raccontando favole ai giornali. Poi esistono la riconoscenza, la dignità, l'onore e il rispetto. Sono queste le regole più importanti. E io le ho sempre osservate. Altri non so. Ai tifosi del Bari dico solo di stare tranquilli, ammesso che questa nuova boutade possa indurre una qualche preoccupazione. A loro ho fatto una sola promessa, quando ho avuto l'onore di guidare la loro società: lavoro e serietà. E proseguirò imperterrito su questa strada, senza farmi intimorire da chi usa il clamore mediatico quale minaccia per tentare di conseguire vantaggi illeciti. Il che oramai dovrebbe essere chiaro a tutti. Anche alle mie adorate figlie".

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