Giancaspro scrive ai tifosi: "Soffro con voi. In questo momento occorre tutto il vostro aiuto"

Appello del presidente ai sostenitori: "Chiedo scusa non siamo ancora all’altezza delle legittime aspirazioni ma vi assicuro che farò il possibile perché il Bari assuma una dimensione consona alla sua tifoseria"

Cosmo Giancaspro

La consueta conferenza stampa pre-partita di Roberto Stellone, alla vigilia della gara contro il Trapani, è stata preceduta da un breve intervento del patron biancorosso Cosmo Antonio Giancaspro. Il presidente dei galletti, sull'onda emotiva derivante dalla visita al CARA di Palese, ha scritto un'accorata lettera ai tifosi biancorossi della quale vi riportiamo il testo integrale.

Cari Tifosi, domani saranno 4 mesi che ho l’onore (e l’onere) di dirigere la società della nostra squadra del cuore.
Sono stati 4 mesi difficili, nei quali ho potuto constatare direttamente quanto sia complicato riorganizzare con diligenza e nel rispetto delle regole una società di calcio, soprattutto in una città importante come quella di Bari; non mi riferisco alla gravosità del compito che mi sono assunto, su cui evito di soffermarmi ulteriormente per non incorrere in ulteriori bacchettate di ‘esperti commentatori’ (tanto sferzanti nelle loro valutazioni inconsapevoli, quanto tuttora disinformati sulla effettiva realtà della situazione che ho ereditato), ma alle numerosissime insidie solo in minima parte giustificate dalla inevitabile rilevanza pubblica di tale attività, alcune assolutamente innocue e prevedibili per la loro chiara provenienza, altre generate ad arte da esperti voyeuristi.

Come detto non voglio, in questa sede, dilungarmi su questi temi, pur invitandoVi a riflettere attentamente su tutto il variegato mondo che circonda l’attività del club, perché solo l’approfondita osservazione di quello che accade, come pure di quello che è accaduto in passato (anche recente), può consentirVi di comprendere perché è così difficile fare calcio a Bari.

Mi rendo conto di aver avuto solo pochi contatti con Voi, ma credo sia opportuno lasciare ai protagonisti del campo l’esperienza – a mio avviso meravigliosa – del rapporto con una tifoseria impareggiabile, come quella da Voi composta, invidiata da tanti miei colleghi Presidenti, che a mio parere rappresenta un valore inestimabile e la vera forza della nostra società.

Voglio invece ringraziarVi tutti, dagli oltre 10.000 abbonati che mi hanno dato fiducia, a coloro che sacrificano famiglie e tempo libero per seguire ogni trasferta, dai 2.000 indomiti innamorati che hanno continuato ad inneggiare ai nostri colori anche nella delusione dell’ultima partita di Frosinone, a tutti quelli di Voi che palpitano dinanzi alla televisione o con l’orecchio alla radio ogni qual volta scendono in campo i nostri calciatori.

Siete tutti nel mio cuore, dal primo all’ultimo.

E voglio anche chiederVi scusa se la società della Nostra squadra non è ancora all’altezza delle legittime aspirazioni. Sicuramente ho già commesso tanti errori, ma Vi assicuro che impegnerò ogni minuto di ogni mia giornata, come già avviene da 4 mesi a questa parte (e forse anche prima, nei limiti in cui mi era consentito), a creare le basi perché il club assuma finalmente una dimensione consona alla sua tifoseria.

Non sono abituato a chiedere aiuti, specialmente quando sono convinto delle mie scelte e dei miei progetti, ma sono sicuro che il profondo amore che Vi lega ai nostri colori Vi farà capire che, proprio in questo momento (come in tanti altri ben più difficili attraversati dal club), occorre tutto il Vostro aiuto, tutta la Vostra comprensione, tutto il Vostro inimitabile incitamento, verso il Direttore sportivo, l’Allenatore e l’intero staff tecnico, tutti i calciatori e coloro che collaborano incessantemente dietro le quinte.

Vi assicuro che si tratta di bravi ragazzi e seri professionisti. Ciascuno di essi mai ha lesinato di profondere il massimo impegno e continuerà a profonderlo per i nostri colori. Vi assicuro altresì che la società è vigile e Vi chiedo di lasciare esclusivamente ad essa, come d’altro canto è giusto che sia, l’onere di intervenire in qualunque caso ciò non dovesse avvenire.

Domani Vi chiedo qualcosa in più del solito calore.

Io soffrirò e gioirò con Voi.

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