Giancaspro dal carcere querela la FIGC e chiede la riammissione alla Serie B

L'ex patron biancorosso, attualmente detenuto con pesanti accuse tra cui associazione a riciclaggio e bancarotta, si scaglia contro federazione, tesserati e media

Cosmo Antonio Giancaspro

Nonostante sia detenuto nel carcere di Trani nell’ambito di un’inchiesta che lo vede accusato di associazione a delinquere, autoriciclaggio, appropriazione indebita aggravata, riciclaggio e bancarotta con l'ipotesi di aver distratto fondi dalla FC Bari 1908 in favore della Vigor Trani, in cambio di operazioni immobiliari e appalti, Cosmo Anonio Giancaspro torna all'attacco.

L'ex patron dei biancorossi, secondo quanto riportato da Radio Selene, avrebbe presentato querela contro la FIGC alla Procura di Roma, chiedendo la disposizione di ulteriori accertamenti sui fatti che hanno portato al fallimento dei galletti e alla conseguente esclusione dalla Serie B.

Giancaspro contesta l'illegittimità dei provvedimenti eseguiti dagli organi di giustizia sportiva e parla di una vera e propria persecuzione nei suoi confronti che sarebbe stata alimentata anche dagli organi di stampa. Oltre a scagliarsi contro le istituzioni del calcio, l'imprenditore molfettese avrebbe fatto ricorso al Tribunale del lavoro di Bari anche contro calciatori e membri dello staff tecnico e dirigenziale per aver abbandonato il ritiro di Bedollo, accusandoli di violazione degli obblighi contrattuali e chiedendo un risarcimento di 10.225.000 euro. Tra le richieste di Giancaspro - che ha annunciato di volersi costituire parte civile nel caso venga avviato un nuovo procedimento penale - vi è anche la riammissione al campionato di Serie B 2019-2020.

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