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Hbari2003, ultimo grido di aiuto della squadra di basket in carrozzina

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

La squadra di basket in carrozzina dell’Hbari2003 rischia di non poter  iscriversi al Campionato Nazionale di serie B per mancanza di sponsor e soprattutto per  l’ipocrisia della parte politica locale e Regionale.

E’ da circa tre settimane che chiediamo un incontro con il Sindaco  Emiliano e ad oggi non ci riceve.

Il presidente della Provincia di Bari ancora non ha da sempre dato attenzione al gruppo e ci auguriamo un futuro diverso.

Abbiamo pregato l’assessore alla salute della regione Puglia, dr. Ettore Attolini, di ascoltare il nostro grido: lo sport è strumento di benessere anche e soprattutto per le persone disabili, pertanto se non ritiene che la pratica sportiva eviti inutili ricoveri riabilitativi (che in realtà non riabilitano nessuno)  e quindi possa essere un’economia per le casse regionali, almeno ci conceda un contributo per mantenere in vita la nostra l’attività, OPPURE SAREMO COSTRETTI AD UN RICOVERO IMMEDIATO IN STRUTTURE OSPEDALIERI DI TUTTI GLI ATLETI DELLA SQUADRA DI BASKET IN CARROZZINA CON COSTI GIORNALIERI PER PERSONA DI CIRCA 600,00 EURO. Credo che questo non convenga a nessuno.

Non vogliamo andare ancora in giro con il “piattino” ad elemosinare per continuare con un’attività che deve essere sostenuta soprattutto dalle Istituzioni.

Meritano grande attenzione per la sensibilità che hanno avuto nei nostri confronti l’Ing. Domenico Di Paola, la Banca Carime e la Banca Popolare Di Puglia  E Basilicata, la Liomatic e  il Dr DiMaria ,il loro impegno a fatto sì che le ns attività destinate a circa 40 persone disabili abbiano avuto seguito, ma adesso non possiamo più continuare e garantire il futuro ai ns ragazzi.

Occorrono fondi per l’iscrizione al Campionato di serie B, in scadenza il 15 p.v., per i tesseramenti, per le visite mediche, per il pagamento della palestra, delle spese di segreteria, per i rimborsi spese agli operatori (non dimentichiamo che stiamo parlando di persone che si muovono in sedia a rotelle), per i ricambi e la manutenzione delle carrozzine, per le trasferte: costi autostrada, albeghi, noleggio macchine e furgoni; … ect ect.

PER CORTESIA, ASCOLTATECI!

L’Associazione di promozione sociale e sportiva “HBARI2003” ONLUS, di cui mi occupo in qualità di Presidente, persegue come precipua finalità, quella di migliorare la qualità della vita delle persone disabili, offrendo loro il maggior sostegno possibile nelle esigenze quotidiane nonché preziose opportunità di socializzazione e di preparazione a una vita attiva e dinamica. L’Hbari2003 è affiliata al CIP, alla FIPIC (FEDERAZIONE ITALIANA DELLA PALLACANESTRO IN CARROZZINA) al CSI (CENTRO SPORTIVO ITALIANO), coadiuvata dall’operato dell’Associazione “VOLARE PIU’ IN ALTO”

ONLUS per quel che concerne le attività sociali. E,oggi, anche dalla neonata associazione pugliese di perosne para-tetraplegici.

Il nostro impegno è volto ad offrire alla persona disabile una concreta possibilità di uscire dall’emarginazione cui è costretta, sia di carattere sociale e psicologico.

La Convenzione delle Nazioni Unite sui diritti delle persone con disabilità, ratificata peraltro dal nostro governo insieme ad oltre 240 paesi nel mondo, non introduce nuovi diritti, ma si prefigge lo scopo di promuovere, proteggere e assicurare alle persone con disabilità il pieno ed eguale godimento del diritto alla vita, alla salute, all'istruzione, al lavoro, ad una vita indipendente, alla mobilità, alla libertà di espressione e in generale alla partecipazione alla vita politica e sociale.

E questa è, in sostanza, la mission della nostra Associazione, rendere più agevole l’esistenza delle persone svantaggiate utilizzando a questo scopo, sia la crescita personale dell’individuo attraverso uno sport di squadra come il basket, sia lottando quotidianamente con tutti i mezzi leciti per far si che le norme, peraltro molto evolute, in vigore nel nostro paese, vengano applicate e non sistematicamente ignorate, un po’ per fini utilitaristici e un po’ per la scarsa sensibilità e negligenza di chi è  preposto a farle osservare.

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