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ESCLUSIVA - Bacco, ad Meleam: "I nostri partners sono..."

Dopo il comunicato stampa di martedì, abbiamo contattato in esclusiva Pasquale Bacco, amministratore delegato della società con sede a Bitonto per avere ulteriori ragguagli sulla vicenda relativa all'acquisto del Bari calcio

Martedì si era diffuso un comunicato, firmato Meleam e partners, nel quale venivano snocciolati i perchè allo stop improvviso della trattativa con l'attuale proprietà del Bari calcio per l'acquisizione del club biancorosso. Nonostante la mole di informazioni presenti nel comunicato stesso, molti erano stati i dubbi rimasti vivi nell'opinione pubblica relativamente alle dichiarazioni rese dall'azienda con sede a Bitonto.

Per provare a vederci più chiaro, abbiamo contattato telefonicamente l'amministratore delegato della Meleam Pasquale Bacco. Una persona schietta e disponibile che, con grande gentilezza, ci fornisce ulteriori ragguagli relativi a quello che, ormai, è diventato un vero e proprio rebus.

Dott.Bacco, si aspettava una mancata risposta dell'attuale proprietà del Bari al vostro comunicato di martedì? Cosa ne pensa?
"Non posso giudicare l'eventuale risposta o non risposta di Matarrese con il quale, tengo a precisarlo, ci sono ottimi rapporti. Posso giudicare solo il nostro comunicato che è stato piuttosto morbido perchè abbiamo esposto solo il 10% di quello che realmente è dietro la vicenda".

Nella parte finale del comunicato avete ribadito la vostra volontà, nonostante tutto, di rilevare ancora la società. Ribadisce quanto emerso, qualora ce ne fosse l'opportunità?
"Assolutamente si. L'unica cosa è che dev'esserci data la reale possibilità di farlo anche se, in tutta franchezza, con questa situazione relativa al calcioscommesse inizia a venirci qualche dubbio. Se fino a qualche mese fa le notizie erano relativamente poco gravi, ora stanno venendo molti nodi al pettine. Ciò nonostante, siccome sono mesi che ci lavoriamo, ci piacerebbe molto acquisire la società".

Si era parlato di una conferenza stampa per chiarire ulteriormente i punti oscuri relativi alla vicenda. Conferma la vostra intenzione in tal senso?
"Noi la conferenza stampa vogliamo farla ma, quello che vogliamo che si capisca, è che speriamo che si calmino un po' le acque perchè non siamo degli infami. La situazione in questo momento è difficile e non crediamo sia corretto infilzare ulteriormente il coltello. Obiettivamente adesso con la situazione del calcioscommesse e con la situazione debitoria molto grave non riteniamo sia consono in questo momento fare una conferenza stampa. So che sarebbe gradito dalla stampa e dai tifosi ma dobbiamo cercare di essere corretti fin quando possibile. E' chiaro poi che se l'attuale proprietà dovesse rispondere in un certo modo, ad un'istigazione risponderemmo con la conferenza. Noi abbiamo fatto questo comunicato per via di ciò che è emerso nella trasmissione 'Punto calcio' che, per inciso, abbiamo visto per intero solo ieri(martedì n.d.r) e questo spiega perchè abbiamo diramato il comunicato solo martedi e non all'indomani della puntata stessa. Tanto è vero che la mattina successiva al programma ho parlato con Biga senza sapere nulla di quanto era accaduto".

Se dovesse dare una percentuale sull'eventualità che la trattativa vada in porto, quale percentuale darebbe?
"Non è facile. Sul lungo periodo potremmo portarla a termine anche se non da soli: servono altre figure oltre a noi come, ad esempio, quella del sindaco come garante".

E' vero che il patto di riservatezza è scaduto il 19 dicembre?
"Assolutamente falso".

Quindi questo spiega anche perchè non possiate venire allo scoperto con i nomi dei partners che sono alle vostre spalle...
"Certo. Comunque su questo voglio fare una precisazione: gli imprenditori che sono dietro di noi sono arcinoti. Non c'è nessuna azienda edile, ci sono due grosse multinazionali del nord, precisamente di Piacenza, c'è una grossa catena alberghiera e un istituto bancario. Questi sono quelli principali. A tal proposito, specifico che il patto di riservatezza non è solo quello fra noi e il Bari bensì quello fra noi e queste aziende. Se queste aziende avessero voluto realizzare la trattativa in maniera diretta e farsi pubblicità in modo diretto non avrebbero usato la Meleam. In questo modo, sia che la trattativa riesca sia che fallisca, queste aziende ne escono pulite. Non riesco a capire perchè sia così difficile da comprendere...Faccio un esempio banale: un'azienda X vuole comprare il Bari ma non vuole correre il rischio di farsi cattiva pubblicità. Cosa fa: si rivolge ad una società di consulenza, tipo la Meleam nel caso specifico, chiedendo di portare avanti la trattativa al posto loro. Difatti, ora che c'è un ritorno negativo di una parte dell'opinione pubblica, questo è tutto su di noi e non sulle aziende che sono alle nostre spalle ma ciò è normale visto che per questo siamo pagati. In più, insinuo una riflessione: pensate che la trattativa avrebbe avuto inizio e il Bari ci avrebbe dato tutti i documenti senza che dicessimo i nomi di chi ci sta dietro oppure senza che portassimo le garanzie bancarie? In futuro, nell'eventuale conferenza stampa, presenteremo i nostri partners. Su questo non c'è problema".

Per dovere di cronaca, teniamo a precisare che, non essendoci stato un contraddittorio, saremmo ben lieti, qualora ce ne fosse la possibilità e la voglia, di ospitare le eventuali risposte o precisazioni dell'attuale proprietà dell'AS Bari.
 

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