Lunedì, 14 Giugno 2021
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L’Hockey in-linea a Bari: il caso degli Spartans

Nota- Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

Uno spot di biscotti famosi recita la frase “Pur di partecipare al torneo, ci siamo costruiti il campo
da soli”, mostrando dei ragazzi che costruiscono un campo da calcio all’aperto per giocare le partite
di pallone. Paradossalmente a Bari abbiamo un esempio analogo, è la squadra di Hockey in-line
degli Spartans. Questi ragazzi, nonostante lo stato “nomade”, negli anni passati, hanno partecipato
ad importanti tornei di categoria, ottenendo svariati risultati positivi: nel 2008 sono stati finalisti
della Final Six di Federazione, nel 2009 hanno partecipato ai playoff per la promozione in serie A2,
nel 2010 sono stati finalisti di Coppa di Lega e nel 2011 hanno vinto il Trofeo “Millefoglie”. Nel
corso degli anni si sono allenati presso la palestra Passepartout, presso il Complesso sportivo di
Bari-San Girolamo e su altre piste, ma mai con una pista completamente idonea.

Attualmente però non hanno un tetto e neanche degli spogliatoi adeguati. La sede dei loro allenamenti è il parco Ecopoli, ex montagnola dei rifiuti, ottenuta dall’ Associazione Sportiva Dilettantistica Rollin’ Skate a seguito di un accordo con il Comune di Bari, che le ha affidato, in concessione, la struttura. Questa società, che ha inglobato gli Spartans, con i propri soldi e il proprio impegno mantiene l’impianto.

“L’unico difetto che ha questo parco è che è all’aperto, sia come pista, nel senso che non c’è un tetto, sia a livello di spogliatoi – afferma Nicola De Stefano, allenatore degli Spartans e presidente della Rollin’ Skate - Ce ne sono di piccoli, che la società sta mettendo a nuovo, ma non sono spogliatoi che possono accogliere 20 persone, sono piccoli! Sta cercando diricavare degli spogliatoi anche dai bagni dell’Ecopoli, ma non basta. Servirebbe un minimo di aiuto da parte dalle istituzioni”.

In effetti, come mettono in evidenza i ragazzi della squadra, ci sarebbe la possibilità di installare degli spogliatoi precostituiti, come hanno potuto osservare in altre città d’Italia: “Nei nostri anni di attività abbiamo avuto la capacità di partecipare, anche con successo, a diversi tornei in Italia e di vedere tante piste – spiega il capitano della squadra Antonio Masciopinto - abbiamo potuto constatare che esistono spogliatoi che si smontano come dei prefabbricati, una stanzetta con le docce. Palermo è una di questa. Averne anche uno solo di questi ci permetterebbe di ospitare una squadra esterna. Noi ci adatteremmo”.

Spogliatoio e campo sono elementi che servono soprattutto per il futuro degli Spartans. Infatti quello che serve a questa squadra di hockey in-line barese è creare i presupposti per avere una solidità negli anni. Per fare questo c’è bisogno, in primis, di una squadra seniores e questa “generale precarietà” non aiuta a consolidare il gruppo, perché come spiega Michelangelo Brunetti, giocatore e fondatore degli Spartans: “Non tutti hanno la passione che scorre nelle vene. Qualcuno lo fa perché gli piace lo sport. Quindi se non puoi garantire il minimo, uno spogliatoio, una copertura, la gente la perdi. Quest’anno, con un gennaio dove ha piovuto spesso e comunque avevamo sempre la pista bagnata, non ci siamo allenati per un mese intero. In tal modo non siamo potuti andare a partecipare a gare e dare così lustro alla città stessa”. Servirebbe inoltre una squadra giovanile, da inserire in prima squadra col passare del tempo. Ma ovviamente questo è impossibile con tutti problemi che ci sono da affrontare.

E allora che si fa? I ragazzi, da “spartani modello”, che non si chiedono quanti sono i nemici, ma dove si trovano, proseguono nella loro attività, pur cercando di evitare di imbattersi in un’attuale “Termopili”.

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