Mercoledì, 4 Agosto 2021
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Matarrese esce allo scoperto: "Il nostro ciclo è chiuso. I debiti sono di 30 milioni"

In un incontro tenutosi ieri presso la sede della Gazzetta del Mezzogiorno, Antonio Matarrese spiega in modo dettagliato la situazione del Bari confermando la volontà di lasciare della famiglia. Parole al vetriolo verso Emiliano

Trenta milioni dei quali ventidue nei confronti dell'Agenzia delle Entrate(spalmati in rate annue di quattro milioni e trecentomila euro circa per cinque anni) e otto relativi a "spese gestionali": è questo l'ammontare del debito accumulato attualmente dall'As Bari. A rivelarlo è stato Antonio Matarrese che, dopo le brevi dichiarazioni rilasciate la scorsa settimana, ha voluto chiarire in modo esauriente la situazione della società biancorossa.

In un incontro tenutosi ieri presso la sede della Gazzetta del Mezzogiorno, infatti, il rappresentante della proprietà è uscito alla scoperto in modo chiarissimo: "Sgombero subito il campo da ogni possibile equivoco: non solo il Bari è in vendita ma la nostra famiglia è pronta ad esaminare ogni genere di proposta concreta ed operativa. E' nostra intenzione - ha specificato Matarrese - uscire dalla proprietà e dalla relativa gestione del Bari Calcio, dunque vogliamo cedere l’intero pacchetto di maggioranza. In ogni caso, siamo comunque disponibili a verificare altre ipotesi che magari ci vedano coinvolti per un periodo da determinare al fianco di coloro ai quali passeremmo la mano".

Matarrese, però, non si placa e, qualora non fosse chiaro, specifica: "Il ciclo dei Matarrese è chiuso, è bene dirlo con chiarezza. E' finito, inutile aggiungere altro. Il Bari si mantiene in uno stato vegetale. Se ritenete che la città meriti una grande squadra, che venga fuori il barese che si prende la società e la rilancia. Se, invece, c’è qualcuno che spara solo per il gusto di sparare, si assuma la responsabilità di uccidere il Bari. Voglio chiarire - seguita l'onorevole - che noi non vogliamo scappare con i soldi, non ne chiediamo per la nostra famiglia. Confermo a nome della famiglia di non poter più mettere neanche un euro nella società. Non so fino a quando si potrà resistere, fino a quando reggerà questa situazione: se il Bari non avrà la possibilità di continuare, la colpa non sarà soltanto nostra. Investimenti non possiamo farne e mantenere la B così sarà un miracolo. La situazione è difficile: noi non scappiamo ma non garantiamo nulla".

L'attenzione di Matarrese, poi, si sposta sul sindaco Emiliano, assente all'incontro nonostante i suoi presunti interessamenti passati sulla vicenda Bari Calcio. Verso il primo cittadino, reo secondo Matarrese di aver ostacolato lo scorso anno l'assessore Sannicandro(presente al summit di ieri) durante la ricerca di possibili acquirenti del pacchetto societario, le parole sono al vetriolo: "L’unica persona che si è interessata alla vicenda Bari è stato l’assessore Sannicandro. Il sindaco, però, ha messo in difficoltà sia Sannicandro che noi stessi mettendo fuorigioco l’assessore. Non capisco - seguita Matarrese - questa sua aggressione nei nostri confronti. Perché oggi non c’è? Perché non è qui a questo tavolo? Gli imprenditori che avevano manifestato un minimo interesse sono scomparsi e quelli che ho contattato personalmente, compresi arabi, inglesi e russi, fanno marcia indietro chiedendomi del perché dell’astio dell’amministrazione comunale verso la società di calcio. Avrei dovuto denunciare il sindaco quando disse che il Bari era in uno stato di insolvenza e che non restava che portare i libri in tribunale. Ma, umilmente, siamo qui nel tentativo di trovare una soluzione. Voglio evitare che il Bari vada alla malora: a che serve questo attacco continuo? Siamo pronti a uscire, ma lui ogni volta risponde chiedendo chi paga i debiti".

Debiti che, poco dopo, Matarrese quantifica in modo preciso: "Attualmente la nostra situazione debitoria ammonta a trenta milioni. Abbiamo intrapreso un’iniziativa con l’Agenzia delle Entrate per spalmare tale cifra in quindici anni. Chi pagherà questi debiti? In una trattativa si contratta: chi ha voglia ed è serio venga e mi chieda cosa voglio perdere di mio. Non c’è dubbio che si possa trovare un accordo. Se poi arriva un riccone che mi dice di volersene occupare per conto suo allora meglio per noi. Personalmente non ritengo che trenta milioni per una società di B siano eccessivi, anche perché abbiamo un patrimonio giocatori che va valutato".

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