Lunedì, 2 Agosto 2021
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Mondo dello sport in lutto, addio al campione Pietro Mennea

Nato a Barletta 61 anni fa, era da tempo malato. Mennea è stato primatista del mondo dei 200 metri per 17 anni, dal 1979, quando stabilì il record alle Universiadi di Città del Messico, fino al 1996

Il mondo dello sport dice addio ad un grande campione. Si è spento questa mattina in un clinica di Roma, a soli 61 anni, l'ex velocista azzurro Pietro Mennea. L'atleta pugliese lottava da tempo contro un male incurabile.

Nato a Barletta il 28 giugno 1952, Mennea si era laureato a Bari in Scienze politiche. Poi aveva conseguito anche le lauree in giurisprudenza, scienze dell'educazione motoria e lettere, ed è stato eurodeputato dal 1999 al 2004. Ma il suo nome resterà per sempre legato alle sue imprese sportive, per le quali era stato ribattezzato la 'Freccia del sud'.

Nel 1979, a Città del Messico, conquistò il record del mondo dei 200 metri e il suo primato, 19"72, rimase imbattuto per ben 17 anni, fino all'avvento, nel 1996, di Michael Johnson. Il suo primato resta invece ancora imbattuto a livello europeo e nazionale. L'anno successsivo a Mosca, Mennea conquistò l'oro olimpico dei 200 metri. Sul sito personale, l'impresa viene ricordata così: "Un buono, ma non eccezionale, 20"19 fu il tempo della grande impresa, ma cosa conta il riscontro cronometrico di fronte ad una medaglia d'oro olimpica? Mennea ruppe ogni cerimoniale perchè fu l'unico vincitore a soffiarsi dalle grinfie dei severissimi addetti alla sicurezza sovietici, che avevano l'ordine tassativo di far sparire immediatamente negli spogliatoi i trionfatori delle varie gare: ed invece lui volle portare in giro per tutto lo stadio Lenin il suo famoso indice alzato verso il cielo e salutare i pochi ma suggestivi tricolori sventolanti".

Pietro Mennea è morto nello stesso giorno in cui, tre anni fa, il 21 marzo 2010, morì sua madre Vincenza. Il papà, Salvatore, di mestiere sarto, scomparso da tempo, insieme a sua moglie aveva cresciuto cinque figli: Giuseppe, il più grande, Luigi (ma lo chiamavano Gino), poi Pietro. Infine Angela ed Enzo. Pietro, che non aveva figli, a Barletta tornava spesso per rincontrarsi con i familiari.

Appresa la notizia della morte di Mennea, il presidente del Coni, Giovanni Malagò, è rientrato precipitosamente da Milano, dove si trovava per impegni di lavoro. Il numero 1 dello sport italiano ha disposto l'allestimento della camera ardente per oggi pomeriggio, nella sede del Coni, a Roma.

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