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Roberto Stellone si presenta: "Ho scelto Bari per fare un campionato da protagonista"

Il neo-tecnico biancorosso ha firmato un contratto biennale. "Potevo scegliere tra una Serie A fatta per soffrire ed un campionato di B importante. Bari è una piazza che mi carica infinitamente, ho una gran voglia di iniziare"

Come annunciato dal neo-ds Sean Sogliano nella conferenza di pochi giorni fa, l'annuncio di Roberto Stellone in qualità di nuovo tecnico del Bari si è concretizzato in giornata, e nel pomeriggio, il nuovo allenatore del Bari è stato presentato alla stampa

Trentottenne, romano con un passato da centravanti tra Serie A e Serie B, Roberto Stellone ha iniziato la carriera da tecnico allenando la Berretti del Frosinone, per poi essere promosso in prima squadra nel 2012. In quattro stagioni ha portato i ciociari dalla Lega Pro alla Serie A, compiendo un autentico miracolo sportivo. Nonostante i laziali siano retrocessi al termine dell'ultimo campionato di massima serie, Stellone ha fatto vedere cose egregie, non a caso l'amaro verdetto fu accolto tra gli applausi dei suoi ormai ex sostenitori. 

"Ho contattato personalmente Stellone per saggiarne le qualità umane oltre che tecniche - ha esordito il presidente del Bari Cosmo Giancaspro -. Poi ne ho parlato al neo-direttore sportivo e in un paio di giorni di confronto abbiamo trovato la piena sintonia. Il contratto sottoscritto è un biennale e non "alla prova" per dare continuità ad un progetto. Conto molto su quello che è stato il mio intuito le mie sensazioni sugli uomini e sul resto. Per quanto riguarda l'allenatore parliamo di una persona competente che ha meritato sia da calciatore che da allenatore nella cadetteria e nella massima serie, così come il ds. Ho dato loro carta bianca per quanto riguarda le scelte tecniche e sportive inerenti il calciomercato. I due manager qui presenti stasera si metteranno a lavoro mentre io continuerò a sistemare le faccende inerenti il ritiro in Trentino che parte l'11 luglio".

"Sono felicissimo di essere qui, ho preso sin da subito con entusiasmo questa avventura, non vedo l'ora di iniziare - sono state le prime parole del nuovo allenatore -. Sin da subito c'è stata sintonia con il ds e il presidente. Bari è una piazza importante con un pubblico meraviglioso e una grande storia".

Il tecnico ha poi risposto alle domande dei cronisti presenti:

Sarà una squadra giovane? Di cosa c'è bisogno?
"Abbiamo iniziato ora, partiamo un po' svantaggiati rispetto alle squadre dove i ruoli erano già stati definiti. Creeremo il giusto mix tra giovani e allenatori d'esperienza. Ci stiamo muovendo per allestire una squadra competitiva partendo da un'ossatura importante. Abbiamo un direttore che ha ottenuto risultati ottimi. Cercheremo di allestire una squadra per fare un campionato di spessore, questa piazza lo merita. Vogliamo prepararci al meglio".

Da quale modulo si riparte?
"Si possono ottenere risultati con tutti i moduli, poi bisogna vedere anche le caratteristiche dei giocatori. In questa fase del ritiro guarderemo ciò che abbiamo a disposizione. Dipende dalla capacità di adattarsi a più ruoli di alcuni giocatori. Io di base parto con un 4-4-2. Rosina? Ci ho giocato per quattro anni a Torino, aldilà del modulo sono valutazioni che dobbiamo fare insieme alla dirigenza".

Può ripercorrere le orme di Conte? Anche lui arrivò qui 38enne: per lei cos'è Bari?
"Parliamo del miglior allenatore al mondo al momento. Anche io ho la sua età quando arrivò qui, in questo ci somigliamo (ride ndr). Cos'ho in comune con lui? Ho fame: accettando la B piuttosto che la A ho voluto sentirmi protagonista. Sono un allenatore che tra fare un campionato in A a soffrire e fare una B vincente preferisce la seconda. Le mie squadre scendono in campo per cercare la vittoria in ogni partita. In casa o fuori casa cercheremo di ottenere il massimo. Ci circonderemo di giocatori che la pensano così"

Quanti giocatori sono compatibili con la sua idea di calcio?
"Vediamo, un conto è visionarli nei video, un conto valutarli tutti i giorni. Dal 10 luglio lavoreremo su questo, vedremo di carpire cosa vorranno loro, vedremo chi vorrà andar via. I giocatori a disposizione possono fare il mio modulo, ma potrei anche cambiare qualcosa. Le scelte su modulo e giocatori saranno fatte per il bene del Bari".

Cosa dobbiamo aspettarci da Stellone?
"A Frosinone ho ottenuto risultati dopo aver creato un gruppo affamato. La mia squadra scenderà in campo per dare l'animo. Ciofani? E' un calciatore importante come ce ne sono tanti in rosa. Parlatene col direttore (ride ndr), lui è più competente di me".

Puntare sui valori o sull'organizzazione di gioco?
(risponde Sogliano)
"Con il mister abbiamo già discusso. L'organizzazione di gioco è fondamentale, i giocatori d'esperienza devono essere uomini e dare ancora molto dal punto di vista fisico. Bisogna correre tanto, il campionato è lungo. Bisogna avere una rosa omogenea con giocatori d'esperienza e giovani, trovare un equilibrio".

Le squadre di Stellone giocano come l'ultima Italia?
"Non possiamo sbagliare a livello umano. Voglio giocatori uniti tra di loro, che diano il massimo per la partita che si gioca al sabato. Voglio che diano il massimo durante l'allenamento. Serve gente di corsa, gente di qualità. Ci dobbiamo circondare di calciatori che abbiano spirito di sacrificio, di abnegazione. Anche con meno qualità tecniche, ma con doti di generosità. Per come la vedo io non puoi prendere giocatori troppo tecnici".

Trattativa iniziata con Paparesta...
"Bari è tra le squadre importanti. Paparesta mi ha fatto una buona impressione, e poi ho visto una società ambiziosa. La mia scelta è stata dettata dal peso della piazza. Bari è più importante anche di squadre di A. La società ha in testa di fare cose serie e io volevo venire a Bari. Ci siamo incontrati e abbiamo trovato l'accordo".

Cosa le ha fatto scegliere Bari?
"Quando venivo a giocare a Bari da calciatore era uno spettacolo con circa 30mila tifosi. Anche da giocatore sceglievo piazze con tifoserie appassionate per caricarmi. Vivo di responsabilità e di pressione. L'obiettivo è di ricreare un feeling con la tifoseria con i risultati e facendo vedere che i giocatori danno l'anima. Le favorite sono Frosinone, Verona e Carpi perché hanno già una squadra fatta e dovranno aggiungere veramente poco".

E' vero che ha radici pugliesi?
"Sì, mio padre è nato a Bari, poi ha vissuto a Barletta, era anche lui un calciatore e ha giocato nel Barletta, e in Serie C"

Differenze tra A e B?
"Noi stiamo facendo un campionato di B e cercheremo di fare un campionato da protagonisti, affrontando ogni partita una alla volta con determinazione e voglia. Non è momento di badare alle differenze".

Porterà con sé dei fedelissimi da Frosinone?
"Ho allenato lì 3 anni, ci sono elementi validi. Ne sto parlando col direttore, ma per i calciatori bisogna valutare tanti aspetti e farlo con la giusta tranquillità. Non è semplice prendere giocatori, chi verrà a Bari dovrà averne tanta voglia. E non tratterremo chi vuole andare".

Come vi muoverete sul mercato?
"Sapete bene che il mercato dura 40 giorni e che spesso si risolve tutto all'ultimo. Dobbiamo lavorare senza fretta. Per l'inizio del ritiro ho chiesto di lavorare in una certa maniera. Poi dovremo inserire i tasselli che possono far fare il salto di qualità alla squadra" 

Risponde anche Sogliano: "Tra una settimana andiamo in ritiro, prenderli per il ritiro sarebbe un errore. Bisogna trovare gente in linea con i parametri della società, in una settimana non è semplice. In ritiro lavorerà con un gruppo che potrà cambiare. Moras ha dato disponibilità, stiamo parlando è una trattativa più veloce rispetto ad altro. Come Soddimo, e tanti altri".

Qual è lobiettivo?
"Dobbiamo fare un campionato importante da protagonisti. Stare nelle prime 8 è ciò che conta. Con il Frosinone siamo stati promossi al primo anno tenendo 16 giocatori dalla Lega Pro. Cercare di ottenere risultati tramite il lavoro".

Pronto a sfidare la pressione?
"Sono prontissimo, vivo per questo. La squadra deve dare il massimo, io con il mio staff voglio il massimo, basta che tutti o che la maggior parte ragionino così ci sono possibilità di centrare gli obiettivi":

Di lei si dice che è una persona positiva...
"MI ritrovo in questa descrizione, sono sempre stato così come personaggio, sia da giocatore che da allenatore. Cerco di trasmetterlo, siamo una squadra che si deve divertire e divertire."

Gruppo competivo con due giocatori per ruolo. E' possibile?
"La competizione serve, aiuta a non far mai mollare nessuno. Se non dai il massimo ti giochi il posto, cercheremo di avere due giocatori per ruolo dello stesso livello. Poi in un anno ci sono cali fisici, ci sono turni infrasettimanali".

Risponde anche Sogliano: "Una squadra gioca come si allena. Se lo fa bene gioca bene, per quanto mi riguarda il posto in squadra si conquista in settimana. Con l'intensità che il mister chiederà"

Ripartire con un gruppo totalmente nuovo è una soluzione praticabile?
"Conosco i giocatori con qualcuno ci ho giocato insieme o da avversario, o da allenatore. Vogliamo valutare i giocatori a disposizione. Cerchiamo di inserire tasselli dove ce ne sarà bisogno. Poi ci saranno mille valutazioni da qui al 30 agosto. Giocatori scontenti, o inadatti al modulo o per spirito. Cercheremo di accontentare allenatore e giocatori. Valutiamo ciò che abbiamo, sappiamo dove bisogna intervenire in maniera rapida e dove poter piazzare un colpo last minute. Voglio valutarli vedere come vivono e reagiscono alle situazioni".

Scalera e Castrovilli?
"I due ragazzi li valuteremo in ritiro"

La tifoseria del Frosinone e quell'applauso nonostante la retrocessione?
"Quel gesto dopo la sconfitta del Sassuolo mi ha reso fiero ed orgoglioso. E' un gesto a cui ho contribuito io. Se il pubblico ha preso in quel modo la retrocessione ha visto ogni partita gente che ha dato il massimo".

Quanto tempo ci vorrà per insegnare il suo calcio?
"Dipenderà dai calciatori che non conosco personalmente solo a livello tattico. Dipende da come viene appreso il lavoro, cercheremo di arrivare alla prima di campionato con le idee chiare".

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