Lo sport come "motore dei territori", dalla Regione un piano strategico per lo sviluppo del settore

Realizzato da Asset (l'Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio) il documento fotografa lo scenario attuale con la prospettiva di ottimizzare gli investimenti futuri e promuovere eventi che fungano anche da attrattore turistico

Foto di repertorio

Dallo stato dell'impiantistica regionale alla promozione ambientale e turistica del territorio, guardando allo sport come vero e proprio "motore" di sviluppo. Nasce da questo approccio il  "Documento di programmazione per l'impiantistica sportiva", commissionato dalla Regione Puglia ad Asset (l'Agenzia regionale strategica per lo sviluppo ecosostenibile del territorio). Un documento che rappresenta un 'piano strategico' del settore, che ha tra i suoi obiettivi la mappatura dell’impiantistica sportiva regionale al fine di migliorare la diffusione della pratica
sportiva organizzata; la conduzione manageriale degli impianti sportivi; la promozione della pratica sportiva per aumentare il numero di cittadini attivi e ridurre gli effetti deleteri della sedentarietà anche attraverso attività sportive a cielo aperto; la creazione di eventi all’interno della regione che fungano anche da attrattore turistico.

In particolare, il documento propone "una visione di sviluppo dell’impiantistica sportiva sostenibile e integrata con la programmazione ambientale, turistica, e con le politiche della salute e del welfare". Due le direttrici strategiche individuate: da una parte, il recupero del patrimonio esistente attraverso l’implementazione degli impianti sportivi e il miglioramento della gestione degli impianti pubblici; dall'altra la diffusione dei luoghi di sport a cielo aperto valorizzando spazi, percorsi urbani e aree naturali, dove praticare gli sport ambientali.

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"Lo sport pugliese - evidenzia nel dossier Elio Sannicandro, direttore di Asset - si è sempre dimostrato vivace ed “effervescente”: campioni olimpici, campioni mondiali ma soprattutto grandi successi nello sport giovanile. Il Coni, a livello territoriale, regionale e provinciale, ha studiato e sperimentato progetti innovativi sia nella didattica sia nella gestione degli impianti, progetti che per la loro valenza culturale sono diventati progetti pilota, apprezzati ed assimilati poi a livello nazionale. Per esempio, i progetti scolastici sperimentati dal CONI Puglia a partire dal 2005 di intesa con il MIUR e i vari enti locali, finanziati dalla Regione e da sponsor privati, sono stati premiati dal MIUR e sono diventati, negli anni seguenti, progetti nazionali promossi e finanziati dalle istituzioni. La formazione di neolaureati in scienze motorie ed il loro impegno come tutor esperti nelle scuole primarie è stato un esperimento promosso dal CONI Puglia nel 2005, 2006 e 2007 diventando successivamente una prassi comune in tutta Italia. Una menzione degna di nota riguarda i progetti di “sport e salute”, avviati in sinergia con le ASL e il Dipartimento regionale della Sanità insieme ad alcune associazioni sportive, finalizzati alla prevenzione sanitaria che si rivolgono a target delicati quali anziani, bambini in difficoltà ovvero soggetti psicolabili. Questi progetti hanno permesso di dimostrare, con dati statistici oggettivi, quanto l’attività motoria possa essere considerata non solo come strumento di prevenzione sanitaria ma che possa diventare anche attività terapeutica. A tal proposito sono evidenti i risultati positivi ottenuti nella prevenzione di malattie metaboliche, cardiovascolari e respiratorie. Risulta ancora più significativo l’investimento in ambito sportivo rispetto ai costi sociali e sanitari diretti ed indiretti generati dalle malattie, dal disagio e dalle sofferenze psicologiche che colpiscono gli individui ma che coinvolgono famiglie e intere comunità. Per quanto riguarda il numero e la qualità degli impianti sportivi tradizionali (palestre, piscine, campi all’aperto), i nostri standard sono molto inferiori rispetto alla media nazionale. Inoltre, considerati gli esigui stanziamenti economici nazionali nel settore sportivo e le scarse capacità di investimento degli Enti locali, la Regione Puglia si è posta l’obiettivo di mantenere efficienti gli impianti esistenti e, negli ultimi anni, ha incrementato sensibilmente le risorse economiche destinate alla ristrutturazione e manutenzione degli impianti sportivi di base. Sono stati utilizzate anche risorse europee e sono stati sviluppati accordi con l’Istituto per il Credito Sportivo e con Pugliasviluppo (l’agenzia pugliese per il sostegno alle imprese) per finanziare il recupero di impianti pubblici e privati. Va però evidenziato che, poiché non è immaginabile di poter disporre di investimenti tali da raddoppiare la dotazione impiantistica regionale, per poter raggiungere la media nazionale, risulta fondamentale creare sinergie fra politiche sportive, turismo, welfare, scuola attraverso soluzioni innovative che caratterizzino la “via pugliese” alla promozione dello sport".

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