Mercoledì, 23 Giugno 2021
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Mini-crisi Bari. Colpa del modulo o della preparazione?

Il Bari in cinque partite di campionato ha raccimolato altrettanti punti. Ci si interroga sui motivi dell'attuale flop: moduli e uomini o la preparazione atletica?

Con il deludente pareggio di sabato in casa contro la Nocerina è ufficialmente partito il processo (seppur ancora non molto acuito) al nuovo Bari di Vincenzo Torrente. Dopo cinque giornate di campionato, infatti, i numeri dei biancorossi parlano di un bilancio deficitario: 5 punti in classifica, una sola vittoria (quella sul gong a Modena), due pari (quelli casalinghi con Varese e Nocerina) e due sconfitte (a Padova e al San Nicola contro l'Albinoleffe). Se ulteriormente analizzati, questi numeri forniscono ulteriori segnali di allarme: solo 4 gol segnati a fronte dei 5 subiti. 

Sulla carta, i biancorossi non avrebbero nulla da invidiare (o quasi) alle squadre che ambiscono almeno alla zona playoff ma i risultati e, soprattutto, le prestazioni degli uomini di Torrente, lasciano alquanto perplessi sulle possibilità di raggiungere tale obiettivo, almeno attualmente. Le prime reazioni dei tifosi dopo la sconcertante prova contro la Nocerina è stata quella di attaccare il tecnico Torrente: secondo molti supporters biancorossi, infatti, la gestione dell'ex tecnico del Gubbio è piuttosto confusionaria. Senza considerare nella fattispecie il cambio di sabato fra Rivas e Polenta (si spera che questo difensivismo e questa 'timidezza' tattica siano solo un frutto estemporaneo partorito dal tecnico campano), sotto accusa è il modulo: molti dicono che con i giocatori attualmente in possesso, il 4-3-3 sia insostenibile. E, forse, la visione non è poi così errata: manca una prima punta in grado di fare la differenza (e qui Torrente non ha nulla a che vedere con tale deficit) ma un centrocampo a tre con Bogliacino, Donati e De Falco evidenzia forti lacune in fase di interdizione. In fase di non possesso, infatti, i biancorossi vanno in difficoltà vuoi per l'inferiorità numerica in mediana (molte squadre giocano con il centrocampo a 4) vuoi per la scarsa adattabilità a fare di filtro di Donati e, soprattutto, Bogliacino. In tal modo, quindi, provare a recuperare palla a centrocampo diventa un'impresa improba. Qui, però, subentrano le (presunte) colpe di Torrente: se non si vuole cambiar modulo (cosa che, a quanto pare, il tecnico sta vagliando in vista del match contro la capolista Sassuolo), non sarebbe meglio affidarsi a qualche uomo non bravissimo tecnicamente ma magari più redditizio dal punto di vista della corsa come, ad esempio, Scavone e Kopunek? Senza considerare, inoltre, che i biancorossi possiedono ancora le due 'incognite' Bellomo e Stoian, unici giocatori, assieme a Ceppitelli, a non essere scesi in campo. Chissà quando li vedremo: magari potranno essere piuttosto utili alla causa.

Il secondo aspetto, anche questo piuttosto rilevante, balzato agli occhi di tutti gli addetti ai lavori e non dopo la gara contro la Nocerina è la scarsa tenuta fisica dei biancorossi: nel secondo tempo contro i rossoneri, il Bari non è praticamente mai riuscito ad uscire dalla propria metà campo schiacciato dai 'Molossi' che arrivavano primi su tutti i palloni vaganti. Anche nei secondi tempi contro Padova e Albinoleffe la differenza di tenuta era stata evidente: se, cioè, nella prima frazione di gara i galletti riescono a tenere bene il campo, nella ripresa gli uomini di Torrente sembrano scoppiati e incapaci di sostenere la gara dal punto di vista fisico rispetto agli avversari. Sotto accusa, inevitabilmente, è finito il preparatore atletico Stefano Boggia che, senza alcuna giustificazione, ha ammesso gli errori di valutazione in fase di preparazione e il sconcertante gap fisico pagato dal Bari nei confronti delle altre avversarie. Boggia, infatti, intervistato in mattinata dalla Gazzetta dello Sport ha così commentato le accuse piovutegli addosso nei giorni scorsi: "Chiaro che, dopo quel che si è visto sabato, sia finita sotto accusa la preparazione. Siamo scoppiati dopo la prima mezz’ora e in tanti anni non mi era mai capitato di vedere la mia squadra in così grande difficoltà. Puoi mascherare il calo di un paio di uomini ma, se vengono meno in 4-5, crolla tutto. Posso dire che, se il termine di riferimento fosse la gara contro la Nocerina, dovremmo ripartire da zero". E se questo non bastasse, a confermarlo è anche De Falco che esprime le sue perplessità in merito: "La realtà è che troppi tra noi sono lontani dai migliori standard di forma. Un intoppo che deriva dalla composizione a scaglioni del gruppo. Molti giocatori, me compreso, sono arrivati al Bari dopo aver svolto preparazioni differenti, con carichi di lavoro diversi. E in serie B, se non corri, parti penalizzato in ogni gara".

Insomma: due facce di una stessa medaglia, quella della crisi del Bari, che si spera possa essere superata quanto prima. E se contro il Sassuolo, il primo aspetto (quello relativo a uomini e modulo) potrebbe già essere rivisitato, per ciò che riguarda la tenuta atletica occorre attendere qualche settimana in più. Ma, come si suol dire (sperando di poterlo dire già a breve) 'Chi ben comincia è a metà dell'opera'.

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