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Fuga dei cervelli all'estero, la ricetta di Università e Politecnico per contrastarla

 

Qual è la ricetta dell'Università degli studi 'Aldo Moro' e del Politecnico di Bari per affrontare la sempre maggiore fuga degli iscritti verso gli Atenei al nord Italia e all'Estero? A spiegarlo a BariToday sono i rettori delle due università del capoluogo pugliese, intervenuti nel pomeriggio all'Ateneo per il convegno "Sussidiarietà e...giovani al Sud". 

Il rapporto

Durante l'incontro è stato presentato il rapporto omonimo, realizzato dalla Fondazione per la Sussidiarietà, presieduta da Giorgio Vittadini. I dati che ne emergono non sono certamente confortanti. Nel Mezzogiorno, nel periodo 2002-2016,  sono 903mila i giovani tra i 15 e i 34 anni che hanno cambiato residenza, trasferendosi in una città del Settentrione. Di questi, 200mila sono laureati. 

E in questo anche l'attrattività di Bari ne risente. Nella graduatoria delle province del Mezzogiorno più a misura di giovani il capoluogo pugliese è decimo, subito sotto Ragusa e Palermo, con un valore di 12 su 40. Indice calcolato sulla base di diversi fattori, tra cui presenza di giovani nella popolazione, propensione alla natalità e attrattività dell'offerta formativa università. Ed è solo sui servizi di connessione residenziale che Bari ha una posizione di forte vantaggio sia nel Mezzogiorno, che a livello nazionale. Carenti, invece, la propensione dei giovani a proseguire gli studi e i comportamenti economici innovativi.

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