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Razzismo e migrazioni, a Bitonto la videoinstallazione racconta le difficoltà di essere 'stranieri'

 

Mani che si intrecciano, per cercare un contatto umano tra persone di etnie diverse, mentre la voce di una ragazza cinese che racconta al visitatore gli episodi di razzismo subiti durante la sua permanenza a Milano. Unisce suoni e immagini simboliche la videoinstallazione '1959', proiettata all'interno del Sedile di Sant'Anna, a Bitonto (Bari), dal 27 al 29 marzo. Il video, della durata di 10 minuti, nasce da un progetto di due artisti, il bitontino Francesco Paolo Cosola e la tarantina Veronica Liuzzi, entrambi laureati all'Accademia delle Belle Arti, che hanno intervistato la narratrice dell'opera. "Il titolo - spiegano - è un richiamo all'anno in cui per la prima volta venne fotografata l'altra faccia della Luna, quasi totalmente non visibile dalla Terra. Luna che accompagna il cristiano al periodo pasquale, mostrandogli il lato empatico di cui è dotato". "L'opera invita il fruitore - racconta Cosola - all'ascolto dell'altro, dell'escluso e dell'emarginato, insistendo sulla dimensione umana di ciascuna persona. Dimensione che il più delle volte, riesce a passare inosservata".

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