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Parco dell'Alta Murgia, firmato gemellaggio con le Dolomiti Bellunesi

L'accordo è stato ufficialmente sottoscritto il 21 agosto ad Altamura in occasione della commemorazione della scomparsa di don Francesco Cassol. Mario Stacca: "Purtroppo abbiamo conosciuto Don Francesco solo dopo la morte"

La firma dell'accordo

Ieri mattina presso la Sala Consiliare del Comune si è svolta la cerimonia di commemorazione  nel secondo anniversario della tragica scomparsa di don Francesco Cassol, ucciso al Pulo di Altamura il 21 agosto del 2010. Durante quest’occasione è stato sottoscritto ufficialmente un gemellaggio tra il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e il Parco delle Dolomiti Bellunesi alla presenza dei due presidenti Cesare Veronico e Benedetto Fiori, il sindaco altamurano Mario Stacca e altre autorità civili. Presente anche il fratello di Don Francesco, Michele Cassol.

Il sacerdote, appassionato di vita all'aria aperta, frequentava abitualmente l'Alta Murgia con la sua comunità per i suoi "raid goum", ritiri spirituali a contatto con la natura. A lui è stato dedicato l'intero gemellaggio che vuole unire gli abitanti di Alta Murgia e Dolomiti Bellunesi nel solco del suo esempio.  L’iniziativa di suggellare “un’eterna amicizia” tra il Parco Nazionale dell’Alta Murgia e Il Parco Nazionale delle Dolomiti Bellunesi nasce con l'obiettivo di promuovere la legalità nelle aree protette e l'amore per l'ambiente e rappresenterà un'opportunità ulteriore per favorire occasioni di scambio, cooperazione, amicizia tra le due comunità.

MARIO STACCA ha ribadito più volte la grande solidarietà manifestata dalla nostra comunità e la vicinanza ai familiari, rappresentati dal fratello del sacerdote, Michele Cassol. "Abbiamo conosciuto don Francesco Cassol solo dopo la sua morte - ha detto il sindaco - purtroppo non è stato possibile conoscerlo prima”. Ha anche ammesso come l'esperienza di questi ritiri spirituali ad opera del sacerdote di Longarone era sconosciuta a quasi tutti gli altamurani e alle altre comunità del territorio murgiano. Eppure Don Cassol aveva scelto la Murgia come luogo prediletto dei suoi raduni perché in questi luoghi trovava le condizioni ideali per la preghiera, per il camminare insieme agli altri, per digiunare o consumare pasti frugali, per pernottare all'aperto e guardare dal suo sacco a pelo il cielo stellato alla ricerca di Dio tra le pietre millenarie di questa terra. “Abbiamo potuto leggere i suoi scritti- prosegue- abbiamo potuto apprezzarne le doti umane e spirituali solo dopo la tragedia”. Il primo cittadino ha poi espresso un plauso ai presidenti dei Parchi  per il gemellaggio che vedrà Altamura come fulcro delle prossime iniziative.
 

BENEDETTO FIORI "Un'esperienza nuova e interessante" l'ha definita il presidente del Parco bellunese E ha aggiunto: "noi certifichiamo i prodotti che vengono realizzati e coltivati all'interno del parco e stiamo avendo grandi soddisfazioni, anche sotto il profilo economico".

CESARE VERONICO "Un gemellaggio in nome della legalità- ha affermato il presidente del Parco dell'Alta Murgia- in un territorio in cui si incendiano boschi. si riversano rifiuti e si caccia di frodo noi chiediamo un intervento forte alle Autorità". E in conclusione ha spiegato ciò che si sta tentando di fare in "questa terra", nella Murgia: "turismo, cultura, natura".

"Per noi - ha concluso Stacca - il Pulo di Altamura, una delle più grandi doline carsiche italiane, rappresenta un luogo in cui la natura mostra tutta la sua potenza e la sua bellezza. Da due anni a questa parte è diventato anche il luogo del ricordo e della memoria di don Francesco Cassol che ricordiamo con una croce commemorativa e con iniziative come questa alle quale se ne aggiungeranno delle altre”.
 

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