Lunedì, 14 Giugno 2021
Gravina

Fratellini di Gravina, la Procura di Bari riapre il caso

Secondo l'esposto presentato dalla madre, Rosa Carlucci, i bambini sarebbero stati costretti da alcuni ragazzi più grandi ad una "prova di coraggio" che provocò la loro caduta nel pozzo in cui furono poi trovati morti, a venti mesi dalla loro scomparsa

La Procura riapre le indagini sulla morte di Ciccio e Tore. A determinare la riapertura del caso è stato un esposto presentato qualche mese fa da Rosa Carlucci, madre dei due fratellini, dal quale sarebbero emersi nuovi elementi sulle circostan ze della loro morte.

Ciccio e Tore furono ritrovati morti nella cisterna di una casa abbandonata nel centro storico di Gravina venti mesi dopo la loro scomparsa, avvenuta il 5 giugno 2006. Con il ritrovamento dei corpi si stabilì che la morte dei ragazzini era stata una tragica fatalità, in quanto i ragazzini erano caduti accidentalmente nel pozzo, e fu definitivamente scagionato il padre, Filippo Pappalardi, inizialmente accusato di aver ucciso i due fratellini e di averne occultato i corpi.

Secondo Rosa Carlucci, però, quella caduta non sarebbe stata soltanto una tragica fatalità. La madre di Ciccio e Tore sostiene infatti che i fratellini siano finiti in quella cisterna perchè costretti ad una "prova di coraggio" da parte di alcuni amichetti che si trovavano con loro all'interno della casa abbandonata. I cinque ragazzini, oggi maggiorenni, sono comunque sottoposti a indagini preliminari da parte della Procura per i minorenni, che ha ricevuto dagli uffici di via Nazariantz parte del fascicolo.

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