Gravina

Fratellini di Gravina, la madre: "Qualcuno potrebbe averli uccisi"

Ospite di una trasmissione televisiva Rosa Carlucci rivela nuovi dettagli sul ritrovamento dei due bambini. La donna parla di scritte trovate all'interno del pozzo e di dettagli emersi dall'autopsia che aggraverebbero la posizione dei cinque ragazzi indagati dopo la riapertura del caso

Ciccio e Tore non caddero accidentalmente nel pozzo-cisterna della casa abbandonata di Gravina in cui furono ritrovati morti il 25 febbraio 2008, venti mesi dopo la loro scomparsa. Qualcuno potrebbe averli scaraventati. Ma potrebbe aver fatto anche altro, qualcosa di molto più grave. Ad avanzare nuove ipotesi sulle morte dei due fratellini di Gravina è ancora una volta la madre, Rosa Carlucci.

Dopo essersi battuta per la riapertura del caso e averla ottenuta, la donna si dice convinta che nella vicenda ci siano ancora molti punti da chiarire. Intervistata ieri nel corso della trasmissione "Domenica 5", Rosa Carlucci ha rivelato nuovi dettagli sulle circostanze del ritrovamento e su dati emersi dall'autopsia dei due bambini che secondo la donna farebbero ipotizzare un omicidio. In particolare, Rosa Carlucci ha parlato di una scritta "Papà" ritrovata sulle pareti della cisterna e che non sarebbe opera di Ciccio e Tore. Inoltre, dall'autopsia di Ciccio, sarebbe emerso che un piede era completamente staccato dal resto del corpo. Un particolare che "non convince" Rosa Carlucci, la quale dopo molte reticenze, lascia intendere quello che non ha mai detto che pensa da tempo: ovvero che qualcuno possa avere non soltanto spinto nella cisterna i suoi due bambini, ma potrebbe anche averli torturati dopo la caduta. Un'ipotesi che lancia pesanti sospetti sul coinvolgimento dei cinque ragazzini (all'epoca amici di Ciccio e Tore e oggi ormai maggiorenni) sottoposti ad indagini preliminari dopo la riapertura del caso.

Ed è proprio per giungere a questa verità che nei giorni scorsi Rosa Carlucci si è detta disposta a riesumare i corpi dei due bambini. Un'ipotesi esclusa però dal Procuratore capo di Bari Antonio Laudati, il quale ha invece precisato che le nuove indagini procederanno sulla base degli elementi già acquisiti.

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