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Martedì, 30 Novembre 2021
Gravina Gravina in Puglia

Bosco 'Difesa grande' devastato dalle fiamme, "La Regione pronta a misure straordinarie"

L'annuncio dell'amministrazione di Gravina, che ha chiesto e incassato l'impegno dell'assessorato all'Ambiente. Intanto si contano i danni provocati dall'incendio, durato quattro giorni

Un incendio durato quattro giorni, alimentato dal forte vento di maestrale, e domato solo alla vigilia di Ferragosto, nonostante l'impegno profuso da squadre dell’Arif, Vigili del Fuoco, Polizia Municipale e Protezione Civile comunale. A Gravina si contano i danni dopo l'incendio che ha devastato nei giorni scorsi il bosco 'Difesa grande'. L'amministrazione comunale, inoltre, fa sapere di aver incassato in questi giorni  il sostegno della Regione Puglia, pronta a misura straordinarie per far sì che si possa procedere quanto prima al rimboschimento delle aree bruciate. 

Le indagini sul rogo

Intanto le indagini sull'incendio proseguono. Nessun dubbio, ormai, sulla sua natura dolosa: le indagini sono svolte dai Carabinieri Forestali guidati dal colonnello Giovanni Misceo. Le fiamme sarebbero state appiccate in almeno due punti – in località Ventricelli. Un’azione deliberata, con ogni probabilità studiata a tavolino, dal momento che chi ha agito lo ha fatto considerando direzione e potenza del vento, vanificando i primi sforzi messi in campo dalla macchina dei soccorsi. «A questi uomini ed a queste donne – commenta il sindaco Alesio Valente all’esito del sopralluogo effettuato in mattinata – va il ringraziamento più grande, per il senso del dovere e l’abnegazione che ha caratterizzato il loro agire e che ha reso possibile, alla fine, avere ragione dell’incendio limitando notevolmente i danni».
 
I danni

Al momento ci sono solo stime ufficiose: il Bosco Difesa Grande si estende su una superficie pari a circa 2.300 ettari, 1.940 dei quali di proprietà comunale ed il resto privati. Secondo i primi calcoli dei Vigili del Fuoco, le fiamme avrebbero attraversato (non per forza distrutto) quasi 1.500 ettari. Questo dato, secondo quanto confermato anche dall’Arif, andrebbe affinato: in esso sarebbero infatti ricompresi non solo gli ettari di proprietà privata, ma anche quelli di terreni limitrofi al perimetro boschivo, coltivati a grano e frutto e comunque attraversati dalle fiamme ed inseriti nel conteggio dei Vigili del Fuoco. In esso, per forza di cose, sono altresì ricomprese le superfici già interessate dal terribile incendio del 2012. Inoltre, non tutta la superficie boschiva attraversata dal fuoco sarebbe andata distrutta: in più parti, in effetti, l’incendio (sviluppatosi a macchia di leopardo) avrebbe interessato esclusivamente il sottobosco, limitandosi ad annerire (e non a distruggere) i querceti. Insomma, la superficie danneggiata potrebbe essere minore, ma comunque molto estesa.

L'aiuto della Regione

Intanto questa mattina, in risposta alle istanze già informalmente avanzate nei giorni scorsi dal Comune, l’assessore regionale all’ambiente Filippo Caracciolo ha reso nota la disponibilità ad adottare tutte le iniziative utili ed opportune perché - se del caso anche in via straordinaria - si possa favorire in tempi celeri l’avvio delle attività di rimboschimento. Una questione della quale si parlerà proprio negli uffici della Regione al massimo entro gli inizi di Settembre, nel corso di un incontro tra l’assessore Caracciolo ed i funzionari dell’assessorato da una parte, e l’amministrazione comunale gravinese dall’altra.  «Il primo passo – spiega Valente – di un cammino difficile, specie sotto il profilo burocratico e giuridico, ma che seguiremo senza incertezze perché il Bosco è vita e rinunciare a combattere quella che è insieme battaglia di vita e di civiltà significherebbe darla vinta a coloro i quali hanno creduto di uccidere una comunità intera armati di fuoco. Non vinceranno».
 

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