Venerdì, 30 Luglio 2021
Altamura

"C'erano una volta i dinosauri", le orme lasciate ad Altamura

Nel 1999 due studiosi dell'Università di Ancona scoprono la presenza di orme di dinosauro ad Altamura. Da quel momento prende il via un dibattito durato più di dieci anni. A ottobre 2011 la risoluzione

Massimo Sarti e Michele Claps, due geologi dell'Università di Ancona scoprono ad Altamura, nella primavera del 1999  un immenso giacimento di orme di dinosauri. Le impronte risalgono al Cretacico superiore (Santoniano). Sono collocabili precisamente fra gli 83,5 e gli 85,8 milioni di anni fa e si trovano in località Pontrelli. La paleosuperficie che le raccoglie è costituita da un unico strato di circa 15.000 metri quadri. Gli studiosi stimano la presenza di un numero di orme a profondità variabile che va dalle 25.000 alle 30.000. Un patrimonio unico al mondo.

La consapevolezza di questo patrimonio d’importanza mondiale presente sul territorio altamurano, è arrivata piuttosto tardi. La “cava dei dinosauri” è stata per anni oggetto di un acceso dibattito. «Siamo sconcertati da tanta negligenza», si legge in un documento di “La Destra” di febbraio 2011, «e dalla totale mancanza di una qualsiasi forma di monitoraggio del sito da parte della proprietà, ma soprattutto dalla Soprintendenza dei Beni Archeologici della Puglia”. Questa “denuncia” nacque in seguito ad una fotografia scattata al sito archeologico  che mostrava come il cancello d'ingresso fosse stato abbattuto, «permettendo cos’ di entrare perfino ai mezzi”.  Poco dopo l'Italia dei Valori annunciava l’avvio di una raccolta firme per sollecitare una soluzione: «sembrano essere passati dei secoli da quando ad Altamura, più di dieci anni fa, in una cava in località Pontrelli, fu scoperto uno straordinario giacimento di orme di dinosauri” -scrivono i coordinatori e - da allora dopo il riconoscimento dell'assoluto da parte dell'intera comunità scientifica internazionale, sembra essere caduto tutto nel dimenticatoio”. Gli altamurani si organizzano anche su facebook:  "Restituiamo al mondo la Cava dei dinosauri. Diciamo basta" è il titolo della petizione che ha raccolto centinaia di firme in Italia e all’Estero. A partire dal giugno del 2006 La Cava dei dinosauri,  è inserita nella Tentative List dell'Unesco, l'Organizzazione delle Nazioni Unite per l'Educazione, la Scienza e la Cultura; è stata anche oggetto di una tesi di laurea discussa all'università La Sapienza di Roma, facoltà di Architettura Valle Giulia.

LA QUESTIONE L’area interessata era una proprietà privata e precisamente della famiglia Columella (Carlo Dante è titolare della Tradeco, azienda che da vent'anni si occupa di smaltimento dei rifiuti in Puglia). Dal giorno  della scoperta delle orme, c’è stato questo braccio di ferro tra gli enti pubblici (pronti a valorizzare l'area sul piano archeologico) e i suddetti proprietari (in attesa di ottenere dagli enti locali la trasformazione di suoli agricoli in suoli edificabili), entrambi alla ricerca di un vano compromesso.  Soltanto lo scorso Ottobre  è giunta l’ordinanza di esproprio immediato da parte della Soprintendenza ai beni archeologici della Puglia, accolta con grande entusiasmo dagli altamurani e da quanti hanno partecipato alla strenua difesa di questa importante scoperta.

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