Altamura

Altamura: democratici in lutto per la scomparsa di Michele Angelastri

82 anni il prossimo 31 Maggio, Angelastri è stato uno dei leader storici della sinistra altamurana. Questo pomeriggio l'ultimo saluto della sua città presso la Chiesa di San Giovanni Bosco

"Oggi è un giorno triste. E' venuto a mancare uno dei pilastri della sinistra altamurana, una persona buona e profondamente innamorata della politica. I tuoi compagni e amici ti piangono, ci mancheranno i tuoi consigli, la tua grinta,gli insegnamenti per far capire il senso della militanza......Ciao MICHELE non ti dimenticheremo!" E' il saluto che giunge da via Già Corte D'Appello, dalla  sede storica nella stradina difronte la Cattedrale; quella sede in cui Michele Angelastri ha trascorso gran parte della sua vita,  ha professato con furore i suoi ideali ostentando la sua fede.

Michele Angelastri, dopo essere stato vigile per ottandue anni è stato colto da un infarto. Il suo vissuto è racchiuso nelle pagine ormai ingiallite dell'archivio del PCI. Uno dei primi comunisti di Piazza Repubblica, quando all'alba del dopoguerra con i suoi compagni decise di uscire allo scoperto, lottando per la causa dei lavoratori. E' di qui che parte la storia di questo bracciante e di quanti lo stettero ad ascoltare;   di quanti con lui occuparono le terre per tentare di cambiare il corso della Storia. Di Altamura. Non si è mai stancato. Ogni battaglia per Altamura, per l'Italia, per la Civiltà l'ha condotta "sotto la grande bandiera", come recita una famosa canzone. Convinto sostenitore dell'Unità del Partito non lo ha mai lasciato, anche quando si trattò di lanciarsi nell' ardua avventura del  Partito Democratico. Non si è mai stancato di raccontare e  di guardarsi intorno,  fino all'ultimo giorno. "Il suo invito  ad essere attenti, attivi, partecipi e a non sottrarsi mai ai propri doveri nei confronti della famiglia, dei pari, dello Stato rimane impresso" raccontano i GD . Ancora,  poco tempo fa, è stato designato come componente della costituente fondazione degli ex ds della provincia "a levante" per la gestione del patrimonio storico culturale ed immobiliare del vecchio pci ma lui era preoccupato per la sua compagna di vita.  "La seguiva ovunque, di ospedale in ospedale, con la sua Fiat Panda", dice Michele Micunco, oggi a corto di parole e aggiunge: "lo ricorderò come un padre pronto sempre a difenderti con garbo e decisione anche quando le parole non bastavano a giustificare politicamente una scelta difficile come quelle delle svolte della storia della sinistra. La sede di via Già Corte D'Appello, acquistata con i suoi sacrifici  e i quasi mille tesserati del Partito, oggi perde un uomo, un lavoratore, un padre, un sostenitore, un pezzo di quei muri apparentemente umidi ma forti e pronti a vivere ancora tanta storia".

 

 

 

 



 

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