Sabato, 31 Luglio 2021
Altamura Via Carmine Conservatorio

Crisi e famiglie, la quotidiana lotta delle "sentinelle" della Caritas

Sono trenta i volontari in via Carmine Conservatorio, nella casa-famiglia messa a disposizione del vescovo Mario Paciello per accogliere cittadini sempre più bisognosi e numerosi

“Prestiamo questo servizio di volontariato da tre anni ormai e , pur affrontando situazioni molto delicate e prodigandoci a rimediare un pasto o un letto per qualcuno, siamo felici di vederli sorridere e di sapere che qui hanno trovato anche una famiglia”. E’ questo ciò che conta per i  trenta volontari della Caritas di Altamura. A parlare sono le “sentinelle” di via Carmine Conservatorio: Lia Iacovelli, Teresa Caputo, Patrizia Guastamacchia e Leonardo Patella.

LA STORIA - “E’ una necessità che abbiamo cominciato ad avvertire già nel 2009 e si è realizzata a partire dal 1 gennaio del 2010 per desiderio di Monsignor Mario Paciello. Il vescovo ha sentito il bisogno, con l’incalzare di una crisi, di creare una mensa per i poveri  per andare incontro a numerose famiglie. Da questo momento in poi abbiamo fatto rete con le omonime associazioni di Gravina in Puglia e Santeramo e con i rispettivi Comuni per  tentare di realizzare questo progetto.  Ad Altamura abbiamo iniziato proprio qui, in questi locali di proprietà della diocesi e la responsabilità iniziale della mensa è stata data alla dott.ssa Lea Di Gesù sotto la supervisione del direttore Don Vito Cassese e con la collaborazione di un team di volontari che si occupavano degli aspetti logistico-amministrativi ma soprattutto di curare la conoscenza e il rapporto con l’utenza.  Le risorse economiche sono state stanziate attraverso una convenzione tra la Caritas della diocesi e l’Ufficio Servizi Sociali dei suddetti  enti territoriali: 81 mila euro per il 2010 e la stessa cifra è stata anche stanziata per il biennio successivo. In questo momento infatti, si avvia a scadenza e aspettiamo di stipularne un’altra. Bisogna dire che i soldi messi a nostra disposizione già  divisi con gli altri due comuni, non erano sufficienti per rispondere al bisogno reale.  Molto arriva dalla donazione di privati e di attività commerciali del settore alimentare che nonostante il periodo di crisi riescono ad aiutarci”.

LA CARITAS - Il boom delle richieste di famiglie in gravi difficoltà economiche si è registrato l’anno scorso. E da allora le domande sono in continuo crescendo  e “non riusciamo ad accontentare tutti - raccontano- perché non abbiamo spazio a sufficienza”.  La mensa di Teresa Caputo, è lei la cuoca volontaria, offre quaranta posti. Fino all’anno scorso venivano distribuiti due pasti caldi al giorno, pranzo e cena; a partire da quest’anno la cena è a sacco quindi viene distribuita ma non consumata all’interno della “casa famiglia”.  E proprio per accogliere il maggior numero di domande, il servizio è per un periodo temporaneo e cioè, non sono sempre i soliti 40 alla mensa.. Si turna.  “Ci sono tanti bambin i- dice Lia Iacovelli - disoccupati, extracomunitari, famiglie sfrattate, persone che hanno bisogno anche di cure mediche, ma anche chi ha sempre vissuto del proprio lavoro ed è stato fortemente colpito da questo periodo di recessione”.

IL DORMITORIO E GLI ALTRI SERVIZI - Al primo piano c’è anche il dormitorio con otto posti letto. “Davvero pochi - continua Iacovelli - infatti c’è una turnazione ancora più breve e veloce rispetto alla mensa”.  C’è un’ampia stanza però con un solo letto e quindi, perché non aggiungere altre reti?. “Perché è un signore gravemente malato e non può stare con gli altri”. Il desiderio espresso è proprio quello di locali più grandi perché “sarebbero felici di accogliere più gente”.  La Caritas mette a disposizione anche lo Sportello Sociale del Caf Movimento Cristiano Lavoratori di cui è responsabile Lia Iacovelli, che offre a tutti loro assistenza completamente gratuita.  Non solo.  C’è a disposizione di tutti gli abitanti di via Carmine Conservatorio una persona, Patrizia Guastamacchia, che quotidianamente è lì per ascoltarli, per prestare un aiuto psicologico a gente che “in realtà - dice - ha bisogno più di tutto di un sorriso, di qualcuno che li prenda sotto braccio. Noi purtroppo non risolviamo i loro problemi,  ma cerchiamo di infondere una speranza e di comunicare che non sono soli”.  E infine, il responsabile amministrativo Leonardo Patella, il quale si occupa di microcredito e “Prestito della Speranza” ovvero di piccoli prestiti che vengono concessi alla gente bisognosa con il vincolo di restituzione in un tempo concordato. "Ciò che chiediamo è che il territorio ma soprattutto le Istituzioni dimostrino più sensibilità verso la questione sociale che attanaglia la nostra città".

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