Altamura

Omicidio Dambrosio, la vedova del boss: "A Bartolo si rivolgevano anche carabinieri e politici"

La 35enne Valeriya Hiblova racconta ai pm baresi dei rapporti di suo marito con forze dell'ordine, imprenditori e politici altamurani: "Dovrei elencare un'intera comunità"

“Bartolo conosceva il mondo dei buoni e il mondo dei cattivi".  La 35enne Valeriya Hiblova, vedova del defunto boss altamurano Bartolo Dambrosio, racconta ai pm baresi dei rapporti che Dambrosio avrebbe avuto con imprenditori e politici altamurani, ma anche con malavitosi. La donna divenuta collaboratrice di giustizia dopo l'uccisione del marito durante un agguato mafioso il 6 settembre 2010, mette la vita del suo defunto marito a verbale.

Le dichiarazioni della donna sono contenuti nel fascicolo d'inchiesta della Dda di Bari sui presunti intrecci tra mafia e politica ad Altamura, che ha portato alla richiesta di rinvio a giudizio per 14 persone accusate, a vario titolo, di associazione mafiosa, estorsione, usura, detenzione e porto di armi da guerra, lesioni personali, violenza privata, simulazione di reato, favoreggiamento e frode processuale. Tra gli indagati due carabinieri, avvocati e due ex consiglieri comunali altamurani. Sentita nel dicembre 2010, a pochi mesi dall'omicidio del marito, Valeriya Hiblova, riferisce ai pm baresi che "a Bartolo” si rivolgevano anche Carabinieri, Finanzieri e politici. “Dovrei elencare una comunità intera", dice agli inquirenti. Agli imprenditori, stando al racconto della vedova, Bartolo Dambrosio forniva "protezione in cambio di lavoro". In un'occasione un imprenditore si sarebbe rivolto a lui anche per il ritrovamento di un'auto rubata e un altro gli avrebbe regalato una "costosissima moto Ducati 999" in cambio di protezione, dopo essere stato minacciato.

"Lui non ha mai fatto salire i delinquenti a casa - dice la vedova - anzi chi è venuto sono sempre imprenditori". Ai politici "quando c'erano le elezioni" si impegnava "a coinvolgere maggiori persone per dare il voto". Valeriya Hiblova riferisce di racconti fatti dal marito ma anche di conversazioni "origliate" in casa. Parla anche dei rapporti di Bartolo Dambrosio con la mafia siciliana. "Era molto rispettato a Palermo - dice - raccontò che quando era più giovane apparteneva ai siciliani, gli amici palermitani li chiamava. Ogni tanto arrivavano i pensierini, il pesce, il tonno rosso, la cassata e tutti i dolci. Ma diceva che aveva conoscenze in tutta Italia" e racconta di "rapporti con Savinuccio Parisi, il boss del quartiere Japigia di Bari, prima del 2004".
 

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