Mercoledì, 28 Luglio 2021
Altamura via Pacciarella, 8

"Sembra di vivere un viaggio per Auschwitz!": i passeggeri delle 9:07 contro le Fal

Il treno in questione è quello partito questa mattina da Altamura e diretto a Bari Centrale. Centinaia di passeggeri per pochissimi posti a sedere. Un clima irrespirabile. "Ora basta"

“E’ pieno, è sempre pieno ma oggi sembra davvero di vivere la scena di un film,  quelli dei viaggi ad Auschwitz. Così  ha commentato a gran voce una pendolare altamurana che questa mattina è salita su un treno delle Ferrovie Appulo Lucane.

Ore 9:07. Arriva sul terzo binario della stazione Fal di Altamura il treno rapido diretto a Bari Centrale. Come ogni mattina, aspettano più di un centinaio di persone; ma come ogni mattina arriva un treno con soli due vagoni. “Sono anni che prendo questo treno - dice una studentessa universitaria - e mi sono accorta che sono in tanti i passeggeri”. Chiede e si chiede: “Ma il personale delle Ferrovie non riesce proprio a notarlo?”. Ad essere seduti sono davvero in pochi. I passeggeri cercano di occupare ogni singolo centimetro quadrato di questo treno, cercando di non arrecare disagio al vicino. Ma è un’impresa impossibile. Sono attaccati uno accanto all’altro. I bambini piangono e la mamme si sentono con le mani legate; una bimba di circa sette anni ha difficoltà a respirare e tutti cercano di farle spazio per avvicinarla al finestrino. L’aria si fa davvero asfissiante. E tutto questo dura un’ora. Un’ora dura il viaggio Altamura-Bari Centrale, infatti molti tra i presenti si chiedono: “Ma perché dicono che è un treno rapido”?.

“Siamo stanchi, siamo davvero stanchi – dicono - e non si riesce a capire perché nessuno fa niente”. L’esasperazione e la rabbia dei passeggeri  del viaggio delle 9:07 sono sul viso sudato di ognuno di loro. Ormai non sopportano più questa situazione. “Non pretendiamo treni tecnologicamente avanzati - dicono alcuni - ma semplicemente un posto per stare seduti”.  E’ un diritto. E se si fa riferimento al costo del biglietto è ancora più comprensibile: un altamurano paga un viaggio di andata 2 euro e 90 centesimi per stare in piedi. Per un’ora. In condizioni, possiamo dire, precarie.

“Adesso basta- gridano unanimi - forse è il caso di non fare più il biglietto”. Oppure, suggerisce qualcuno, forse è il caso di farsi sentire con una forma di protesta un po’ più forte. La mamma di quella bimba, nonostante i momenti di paura vissuti per la sua piccolina, chiede scusa per aver  definito il viaggio come uno di quelli per Auschwitz “. “Un’ espressione molto forte - dice imbarazzata - ma mi è sembrato così”.


 

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