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Ritardi nella mensa a scuola, il sindaco: "Dovuti al miglioramento del servizio". Riviello: "Solo una scusa"

Il consigliere Pdl polemizza sui ritardi del servizio mensa nelle scuole primarie santermane. Il sindaco che sono dovuti all'introduzione del doppio menù. Ma Riviello attacca

“Siamo ad ottobre inoltrato, e si viene a scoprire che per le mense scolastiche ancora non è' stata indetta la gara d’appalto ”. Così Giovanni Riviello, capogruppo pidiellino in Consiglio Comunale, solleva la questione della mensa scolastica  sia per la scuola dell’infanzia che per le “elementari”. E va dritto verso il sindaco Michele D’Ambrosio e l’intera Amministrazione.

Venerdi scorso il Primo cittadino in un post  sulla sua bacheca facebook: “A breve riparte la mensa scolastica”. E ha parlato anche di una novità anzi di un’innovazione, per usare le sue parole, riguardante il servizio: il doppio menù. “Innovazione che noi abbiamo fortemente voluto - scrive- vista l'istituzione del Tempo Pieno nella Scuola Primaria”. Inoltre la gestione del Servizio Mensa avrà la durata di tre anni scolastici per evitare ogni anno “l'affanno” per le procedure nel bando di una nuova gara.

Secondo il parere di Giovanni Riviello, ex sfidante di Michele D’ambrosio nelle scorse Amministrative, non è così. “I nostri amministratori – scrive- mascherano la questione parlando di un ritardo dovuto ad un miglioramento del servizio”. Ma la verità per il consigliere sta nel fatto che è scaduto il termine dell’appalto e non è stata ancora indetta una nuova per un servizio che solitamente parte entro la metà di ottobre.

IL PUNTO DI VISTA “Ecco la storia della questione “mensa”: il Commissario Prefettizio ha garantito il servizio con continue proroghe, ineluttabilmente scadute nel maggio scorso, con la fine del servizio in coincidenza del termine dell'anno scolastico.  La nostra Amministrazione, così attenta e puntuale nell'assegnare aliquote IMU ed odiosi "balzelli" non si è minimamente curata in questi sei mesi della necessità di indire una nuova gara al fine di rendere il servizio ai tanti bambini che ne necessitano. Eppure trattasi di servizio "compartecipato" dalle stesse famiglie, che pagano i ticket, e non certo completamente gratuito!”. E conclude: “Ancora una volta occorre ascoltare la gente per capire i veri problemi”.
 


 

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