Mercoledì, 28 Luglio 2021
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"Più lavoro per gli stabilimenti Natuzzi", lavoratori fuori dai cancelli. La risposta dell'azienda

Fernando Rizzo, direttore centrale Risorse Umane del gruppo Natuzzi ha risposto punto per punto al comunicato delle segreterie sindacali territoriali. "Siamo aperti al dialogo e al confronto"

Arriva la risposta dall’ azienda. Fernando Rizzo, direttore centrale Risorse Umane del gruppo Natuzzi ha  risposto punto per punto  al comunicato delle segreterie territoriali di Fineal, Filca e Fillea.

I lavoratori dipendenti  della società di Pasquale Natuzzi hanno scioperato per due giorni per protestare contro una gestione antisindacale della cassa integrazione da parte dell’azienda e hanno minacciato di procedere ad oltranza se il padronato avesse continuato a negare un confronto.
Quattro i punti salienti del comunicato sottoscritto all’unanimità dalle sigle sindacali: distribuzione più equa della Cassa Integrazione; commesse dei marchi prodotti all’estero e destinati alle fabbriche italiane; attacco alla legittimità delle RSU; Invito a riprendere il confronto. Fernando Rizzo ha risposto.

1. “Dalla firma dell’accordo ministeriale di cassa integrazione dello scorso settembre 2011 a oggi ci sono sempre stati, e continueranno ad esserci, confronti quotidiani per ricercare i migliori assetti in linea con i principi dell’accordo: la salvaguardia dei più alti livelli di efficienza e qualità e quindi la sopravvivenza dell’Azienda”.

2. “Il Gruppo Natuzzi ha sempre dichiarato, anche nell’ultimo accordo di cassa integrazione, che gli stabilimenti produttivi italiani sono dedicati ai prodotti della marca Natuzzi Italia. Ciò nonostante, da gennaio a settembre 2012 negli stabilimenti italiani sono state realizzate 40.000 sedute delle marche normalmente realizzate nelle fabbriche estere (Italsofa, Leather Editions). Nel periodo in esame, la produzione estera spostata in Italia è stata pari al 13% della produzione totale. Nel mese di novembre questa percentuale salirà al 23%, nonostante le incolmabili differenze di costo annullano qualsiasi margine aziendale, anzi, possono generare ulteriori costi”.

3. “Ciò che l’azienda ha comunicato tramite Confindustria Bari alle Organizzazioni Sindacali provinciali di Bari (e anche di Matera) è semplicemente quanto previsto dall’accordo interconfederale del lontano 20/12/1993. L’accordo, stipulato da Aziende e Sindacati, regola la materia della rappresentanza sindacale e stabilisce in tre anni la durata di qualsiasi RSU. Nel caso dello stabilimento di Iesce la rappresentanza è scaduta nell’ottobre 2011”.

4. “Abbiamo sempre manifestato piena e totale disponibilità a incontri leali e costruttivi, anche questa volta Natuzzi terrà fede al proprio stile. Già nelle prossime ore daremo corpo alla nostra apertura al dialogo e al confronto”».

 

 

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