Santeramo in Colle

Crisi europea: "Concorrenza sleale e illegalità", parla Pasquale Natuzzi

L'imprenditore di origini santermane parla a proposito del difficile contesto socio-economico internazionale: "I conti non tornano; ce la faremo solo se il made in Italy sopravviverà"

"La concorrenza sleale, l'illegalità, annientano il mercato italiano": è quello che, in sintesi, sostiene l'imprenditore pugliese Pasquale Natuzzi, produttore di divani (486 milioni di ricavi nel 2011, il 90% all'estero, circa 1.000 punti vendita nel mondo, stabilimenti in Italia, Cina, Brasile e Romania e 2.400 persone in cassa integrazione) in un'intervista pubblicata sull'ultimo numero di Panorama da oggi in edicola.

 
L'imprenditore tiene innanzitutto a sottolineare che le produzioni realizzate nei suoi stabilimenti all'estero "non sono spacciate per made in Italy e sono destinate al mercato locale. Negli impianti italiani produciamo la marca Natuzzi che risente della crisi europea, ma non ho mandato via i miei operai sostituendoli coi contoterzisti, come fa qualche mio illustre collega. "Basta incrociare prezzi, numero dei dipendenti e contratti - aggiunge - per capire che i conti non tornano. Servirebbero regole certe sulla tracciabilità e controlli più seri. Purtroppo in tempi di spread questa non è una priorità della politica. E allora ci tocca contare solo su noi stessi".
 
"Penso ad un'iniziativa - aggiunge - che coinvolga produttori, associazioni di categoria, sindacati, enti locali: busserò a tutte le porte". "Ce la faremo - sottolinea ancora Natuzzi - solo se il made in Italy sopravviverà”
 
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