Mercoledì, 28 Luglio 2021
Santeramo in Colle Via Francesco Netti

Riordino province, il Consiglio comunale vota per la città metropolitana. Riviello si astiene

Hanno deciso durante il Consiglio Comunale del 23 ottobre. La maggioranza di Michele D'Ambrosio e gran parte dell'opposizione ha detto "con Bari". Ma dai banchi del Pdl si leva il dissenso

“Ho rimproverato agli amministratori di non aver ascoltato la base, la gente, la città; non solo non li hanno ascoltati, ma non li hanno neppure informati, ed infine hanno deciso per loro!”. Questo è uno stralcio della discussione avvenuta con il consigliere pidiellino Giovanni Riviello a proposito del riordino delle province pugliesi e più precisamente della decisione presa durante l’Assise consiliare del 23 ottobre: Santeramo in Colle ha aderito alla Città metropolitana di Bari.

La maggioranza di Michele D’Ambrosio, dopo aver discusso i vantaggi che la cittadina murgiana avrebbe rientrando nell’hinterland del capoluogo, ha votato a favore. L’opposizione si è divisa: con Giovanni Riviello si è astenuto dal voto Volpe, anch’egli del gruppo Pdl. “Sia chiaro- dice l’ex candidato sindaco-  non sono un fautore della "transumanza" in Basilicata, piuttosto che verso la Provincia di Foggia o la costituenda Provincia Taranto-Brindisi, ma non sono in grado di interpretare cosa il mio Paese vuole, e per questo motivo avevo suggerito al Sindaco durante il Consiglio Comunale del 4 ottobre scorso, di parlarne e se possibile di organizzare immediatamente un referendum popolare”.

LA PREMESSA fatta da Giovanni Riviello è questa: l’abolizione della Provincia di Bari e l’istituzione della città metropolitana è la solita riforma incompiuta “all’italiana”, pur facendo parte di una manovra più larga e condivisibile ovvero quella dello Spending Review. . Ma il riordino delle province pugliesi è una scelta fatta in modo abbastanza frettoloso e noncurante della eterogeneità culturale, sociale ed economica del territorio. Inoltre “non esiste ancora uno Statuto della città Metropolitana;  i Comuni hanno aderito ad una Istituzione di cui nemmeno conoscono il "funzionamento", al buio!”.

“E’ MURGIA”- Uno dei punti fondamentali sembra essere anche questo: Santeramo è uno dei Comuni di un territorio esteso e con proprie peculiarità, la Murgia. “Gli Amministratori dei territori della nostra Murgia- sottolinea l’avvocato-  nessuno escluso, hanno errato clamorosamente nell'aver omesso qualsiasi attività utile e necessaria a specificare a chi ci governa che da Spinazzola a Noci, passando per Minervino, Altamura, Gravina, Santeramo, Cassano, Toritto, Grumo, Acquaviva, Gioia, Putignano, e sino a Laterza, Ginosa e Castellaneta, abbiamo un comune denominatore: la Murgia!”. E il rischio che questo territorio corre, dal suo punto di vista, è di essere “fagocitato da Bari e dal suo popoloso hinterland”.

A MICHELE D’AMBROSIO il consigliere pidiellino rimprovera innanzitutto l’inutilità della discussione durante lo scorso Consiglio comunale, avendo appreso qualche giorno prima la decisione da parte della Regione Puglia di rimandare le scelte al Governo; la mancata tempestività “preoccupandosi a dismisura di fontanelle per i cani randagi”; il fatto di non aver interpellato le “26.000 persone per una questione così importante, che non riguarda la semplice amministrazione della città, ma va a modificarne la storia, la tradizione, la cultura, il senso di appartenenza".

 “Non ho nulla contro la città Metropolitana- dice- ma adesso occorrerà battersi per evitare di diventarne la "periferia". E con amarezza conclude: "chi è causa del suo mal, pianga sé stesso”.



 

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