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"Rideva parlando delle commesse sul terremoto a L'Aquila", sospeso da Legacoop imprenditore indagato

Il 65enne Vito Giuseppe Giustino era nel direttivo di presidenza della società cooperativa l'Internazionale. L'uomo è tra gli indagati sulle presunte 'mazzette' negli appalti per la ricostruzione

È stato sospeso dagli incarichi in Legacoop Puglia l'imprenditore 65enne Vito Giuseppe Giustino, nel direttivo dell'associazione cooperativa 'L'Internazionale', finito sotto indagine nell'ambito dell'inchiesta sulla presunta corruzione negli appalti per la ricostruzione di L'Aquila dopo il terremoto di otto anni fa. L'uomo, originario di Altamura e componente della presidenza di Legacoop Puglia, è al momento ai domiciliari. L'annuncio della sua sospensione è stato dato dal presidente di Legacoop Puglia, Carmelo Rollo, che in una nota come la decisione abbia effetto immediato e sia stata presa in ossequio al regolamento dell'associazione. 

Le intercettazioni 

La polizia lo ha intercettato mentre al telefono rideva parlando delle future commesse - in particolare relative al centro di Amatrice - seguite al disastro naturale in Abruzzo. L'Ansa ha riportato i tabulati telefonici in cui Giustino è al telefono con il geometra della sua stessa ditta, Leonardo Santoro, anche lui ai domiciliari. Santoro - si legge nell' ordinanza - gli racconta quello che ha detto a Lionello Piccinini, dipendente del Mibact Abruzzo, a sua volta ai domiciliari, dopo il terremoto di Amatrice: "Se ti posso essere utile, voi fate l'elenco, mo' dovete fare uno screening dei beni sotto vostra tutela: se vi serve qualcosa per i puntellamenti, via dicendo, noi siamo a disposizione", racconta Santoro a Giustino, che ride più volte. "Siamo strutturati, abbiamo una struttura potentissima e abbiamo bisogno di fare qualcosa per tenerci attivi. Abbiamo chiuso un po' di cantieri e abbiamo diciamo una cinquantina di unità lavorative che non so dove c…o mandarle".

Santoro, riassume il Gip Giuseppe Romano Gargarella, spiegava al suo datore di lavoro "che presso il Mibact era stata creata un'unità di crisi per valutare i danni ai beni architettonici. Giustino, sentite le parole del Santoro - prosegue Gargarella - ha riso in maniera beffarda della nuova situazione venutasi a creare, in quanto per l'impresa il nuovo sisma non avrebbe potuto che portare nuovi introiti, tanto più se l'appoggio di Piccinini e Marchetti - altri due arrestati -, funzionari del Mibact e inseriti nell'unità di crisi, non sarebbe venuto meno". 
   

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