Rastrelli, aria aperta e condivisione, a San Cataldo un giardino per fare comunità: "Scommessa vincente"

L'area verde della scuola Marconi vive 12 mesi l'anno ed è sempre più punto di riferimento del quartiere-penisola che circonda il faro: "Luogo dove l'infanzia può riscattarsi"

Vivere e sentire il proprio quartiere giocando all'aria aperta, tra attività e nuove scoperte: a San Cataldo, per crescere, bastano un rastrello e tanto divertimento, quello che adopereranno venerdì bimbi e genitori nel Giardino condiviso della scuola Marconi per dare il via alle attività estive. Un simpatico pomeriggio di 'grandi pulizie' in vista degli appuntamenti delle prossime settimane, non solo riguardanti l'istituto scolastico ma anche numerosi eventi che animeranno per i prossimi mesi un quartiere mosaico sull'affascinante penisola tra faro e mare. Uno spazio, quello del giardino della scuola, da alcuni anni condiviso e regolamentato da un protocollo d'intesa che ne fa una struttura aperta e autogestita, affidata alla cura e alla buona volontà dei cittadini i quali si occupano anche della sorveglianza e della manutenzione ordinaria (quella straordinaria è affidata alla Multiservizi).

"La vera piazza del quartiere San Cataldo"

Luogo vivo e fortemente apprezzato dalle diverse anime che compongono il piccolo ma variegato quartiere: "L'area - spiega Terry Marinuzzi, Coordinatrice del Comitato Genitori Marconi - vive l'anno attraverso due archi temporali fondamentali: nel periodo scolastico, da settembre a maggio, è frequentata soprattutto dagli alunni che terminano le lezioni alle 16 e s'intrattengono, anche in pieno inverno, fino alle 18, persino con la pioggia. D'estate, invece, si trasforma. Il quartiere non ha una piazza, né un giardino pubblico dove poter effettuare attività e incontri. Per questa ragione adoperiamo il giardino anche per eventi e appuntamenti culturali".

"Scommessa culturale per il rione"

Per renderlo fruibile, ma soprattutto per inaugurarlo idealmente e salutare l'arrivo della stagione estiva, il Comitato Genitori ha organizzato l'iniziativa, a dimostrazione dell'utilità di un luogo simbolo del rione: "E' uno spazio rivoluzionario - afferma Marinuzzi - perché in generale, a Bari, non è ancora diffusa la cultura della vita all'aria aperta, nonostante il tempo spesso mite anche in inverno. Vediamo spesso giardini vuoti, a meno che non vi siano giostrine. Spesso i bambini hanno agende piene di cose da fare e gli stessi genitori preferiscono dar loro tablet o altri, anziché far vivere ai loro figli un'esperienza dalle prospettive differenti".  Un giardino come scommessa culturale, per costruire comunità: "Nelle società nordiche è così - aggiunge Marinuzzi - non vedo perché non possa esserlo anche da noi. E' un luogo dove, metaforicamente, l'infanzia può riscattarsi". E allora, davvero, bastano rastrelli, palette e tanta buona volontà, per condividere e crescere insieme, all'aria aperta e con la brezza marina che profuma la penisola di San Cataldo.

giardino condiviso marconi san cataldo 2-2-2

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