Bari ricorda Giuseppe Filippo, poliziotto barese vittima di terrorismo: "Custodire la memoria contro l'odio e la violenza"

Doppia cerimonia in mattinata per commemorare l'appuntato di polizia ucciso dal grupp 'Prima linea' nel 1980: deposta una corona di alloro nel sottopasso a lui intitolato, in Questura un momento di raccoglimento davanti alla targa che lo ricorda

La cerimonia di commemorazione in Questura a Bari

Nel 39esimo anniversario della sua morte, Bari ricorda Giuseppe Filippo, l’appuntato della Polizia di Stato, medaglia d’oro al Merito civile e vittima del terrorismo. Filippo, infatti, fu ucciso dal gruppo “Prima linea” il 28 novembre del 1980, mentre rientrava a casa al termine del servizio. Affrontato da alcuni soggetti con il volto coperto che tentavano di sottrargli la pistola d’ordinanza, Filippo reagì, ingaggiando una colluttazione nel tentativo estremo di difendere la propria arma. I malviventi, allora, esplosero due colpi di pistola, sottraendogli l'arma e fuggendo: il poliziotto morì poco dopo al Policlinico.

In mattinata, l’assessore Vito Lacoppola ha deposto una corona di alloro presso il sottopasso intitolato all’appuntato della Polizia di Stato, mentre il sindaco Antonio Decaro è intervenuto alla cerimonia commemorativa dell’appuntato organizzata nell’atrio del palazzo della Questura, dove è presente una lapide che ricorda l'appuntato,  medaglia d’oro al merito civile alla memoria nel 2005.

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“In questa giornata - ha dichiarato Antonio Decaro - la città di Bari ricorda la morte di Giuseppe Filippo, un poliziotto scomparso 39 anni fa a causa della furia terroristica che per troppi anni ha tenuto in ostaggio il nostro Paese. Giuseppe Filippo è per noi l’esempio di chi ha servito lo Stato facendo il proprio dovere fino in fondo, senza tirarsi indietro. Custodire la memoria, coltivare il ricordo delle donne e degli uomini morti a causa della violenza terroristica è il modo migliore per tenere alta la guardia e custodire i valori democratici e di giustizia che ci permettono di vivere oggi la nostra libertà, rifiutando qualsiasi forma di violenza e discriminazione e contrastando il  linguaggio dell’odio che vuole dividere e indebolire la nostra comunità. L’unico fanatismo che consentiremo è quello per la vita, la libertà, la democrazia e il rispetto delle idee”.

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