Processo alla psico-setta 'Arkeon', chieste condanne fino a tre anni

Undici per le persone a processo. Tra il 1999 e il 2008 gli imputati avrebbero spinto migliaia di adepti in tutta Italia a partecipare ai costissimi seminari organizzati dalla setta con la falsa promessa di guarire da malattie anche gravi come tumori, Aids e infertilità

Dal 1999 al 2008 avrebbero raggirato migliaia di persone in tutta Italia, convincendole a partecipare a costosissimi seminari con la falsa promessa di riuscire a guarire da malattie anche molto gravi, quali depressioni, tumori, Aids, infertilità. Con questa accusa il pm inquirente, Francesco Bretone, ha chiesto oggi condanne dai tre anni a un anno e sei mesi di reclusione per gli undici imputati del processo alla psico-setta 'Arkeon'.

IL METODO 'ARKEON' - In circa dieci anni la setta - guidata secondo l'accusa dal 60enne Vito Carlo Moccia, originario di Noicattaro e residente a Milano - avrebbe raccolto all'incirca 10mila adepti in tutta Italia, moltissimi dei quali sarebbero stati raggirati e truffati attraverso il meccanismo dei seminari. Vagamente ispirati alle filosofie orientali dei Reiki, i seminari partivano da un costo minimo di partecipazione di 260 euro per arrivare, a mano a mano che si passava di livello, a 15.000 euro. Ma non mancavano neppure i 'casi limite', come quello, emerso durante le indagini,  di una coppia del nord Italia che cercava di risolvere la propria crisi matrimoniale che avrebbe pagato  100.000 euro, così come una donna che credeva di aver subito violenza sessuale nel passato.

GLI IMPUTATI - Le persone a processo sono accusate, a vario titolo, di associazione per delinquere, truffa, esercizio abusivo della professione medica, violenza privata, maltrattamenti su minori e incapacità procurata da violenza. Per Moccia, ritenuto il capo dell'organizzazione, è stata chiesta una condanna a tre anni, mentre la Procura ha invocato la condanna a due anni e quattro mesi per gli imputati Antonio Turi, Francesco Antonio Morello, Gabriella Fabbri, Quirino Salerno, Isa Calabrese e Massimo Vavalle; e un anno e sei mesi per Francesco Ferrara, Grazia Bozzo, Piero Mazza e Francesco Locatelli.

LE RICHIESTE DELLE PARTI CIVILI - Pesanti richieste di danni sono state avanzate dalle parti civili. L'Ordine degli psicologi di Bari (Moccia si presentava come psicologo pur non avendone i titoli) ha chiesto un milione di euro (di cui 200mila di provvisionale), il Cesap (Centro studi abusi psicologici) 250mila euro (120mila di provvisionale), tre vittime hanno avanzato richiesta di una provvisione di 100mila euro ciascuna con liquidazione dei danni da definire in sede civile.

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