Uomo travolto dal treno a Santo Spirito, forse è l'ex campione di hockey Jaks

Si aspetta l'esito dell'esame del Dna ma l'identità è quasi certa: si tratterebbe dello svizzero Peter Jaks, ex campione di hockey e cronista tv, del quale si erano perse le tracce da qualche giorno

Si attende ancora l'esito dell'esame del Dna, ma l'identità dell'uomo morto travolto da un treno ieri al passaggio a livello di Santo Spirito è quasi certamente quella di Peter Jaks, ex campione di hockey svizzero e cronista tv.  La famiglia, infatti, avrebbe riconosciuto, attraverso alcune foto inviate da Bari alla polizia svizzera, la catenina che l'uomo aveva al collo,le scarpe,un particolare della felpa e un tatuaggio che l'uomo aveva al braccio destro.

LA SCOMPARSA - Da domenica 2 ottobre Jaks si era allontanato dalla sua città di residenza, Bellinzona, facendo perdere le proprie tracce. Del suo caso avevano parlato anche le trasmissioni televisive "Chi l'ha visto" e "Quarto grado", ma senza risultato.

OMICIDIO O SUICIDIO? - Non è stato ancora possibile accertare se si sia trattato di suicidio o di incidente, anche se molti elementi raccolti dagli investigatori sembrerebbero favorire l'ipotesi del suicidio. Dietro il tragico gesto, potrebbe esserci, secondo alcune testimonianze raccolte, la preoccupazione di Jaks per l'esito di alcune scommesse sportive. Un altro elemento a favore del suicidio sarebbe dato dal fatto che pochi giorni prima della scomparsa, al termine di una partita a cui aveva partecipato, aveva regalato le sue racchette ad alcune persone dichiarando: "Non mi serviranno più".

LA SUA PRESENZA IN ITALIA - La notte del 3 ottobre scorso Jaks, senza documenti, era stato fermato dai Carabinieri alla stazione di Potenza. Ai militari l'ex giocatore avrebbe riferito di trovarsi a Potenza per errore, proveniente da Roma dove avrebbe assistito ad una partita di calcio. Avrebbe detto che, diretto in Svizzera, era invece sul treno sbagliato, si era addormentato ed era finito a Potenza; durante il viaggio - disse ai militari che lo avevano fermato - gli avevano anche rubato i documenti. Ai militari, ad ogni modo, l'uomo aveva detto di chiamarsi Peter Jaks.

 

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