Via Cognetti: continua la protesta nel palazzo dell'Acquedotto

Non si ferma la protesta dei dipendenti della ditta che fino al mese scorso gestiva il servizio di manutenzione delle fogne per conto di Aqp. Gli operai: "Chiediamo solo di poter continuare a lavorare, abbiamo fatto appello anche a Vendola"

Lo striscione esposto dagli operai che occupano la stanza dell'Aqp

La protesta va avanti ad oltranza. In attesa di un segnale, di uno spiraglio che lasci intravedere una possibile soluzione per i 28 dipendenti della Cpl Concordia, la cooperativa che per quattro anni - fino allo scorso 30 novembre - ha gestito per conto di Aqp il servizio di manutenzione delle fogne in diciotto comuni del sud barese.

Dal primo dicembre, infatti, dopo una nuova gara d'appalto, la gestione del servizio è passata ad nuova una ditta, che sembra intenzionata a riassorbire soltanto alcuni dei dipendenti della Cpl. Ma gli operai non ci stanno, e da lunedì scorso cinque di loro (tre uomini e due donne, un'altra donna ha abbandonato l'occupazione in seguito ad un malore) occupano per protesta una stanza al quarto piano del palazzo di Aqp in via Cognetti, mentre un'altra decina di colleghi manifesta in strada, davanti all'ingresso del palazzo. E da lunedì via Cognetti è anche presidiata da agenti della Digos e vigili del fuoco. Dopo i momenti di tensione vissuti nei giorni scorsi, quando le due donne e un operaio hanno minacciato di lanciarsi dalla finestra della stanza occupata, i vigili del fuoco hanno sistemato sul marciapiede un materasso gonfiabile.

Ma la protesta, annunciano gli operai, per ora non si ferma. "Non siamo venuti qui a chiedere soldi o con altre pretese assurde - ci dicono alcuni dei dipendenti che manifestano in strada - noi chiediamo semplicemente un lavoro". Un lavoro per ciascuno di loro, e non, come è nelle intenzioni della ditta subentrante, soltanto per alcuni, probabilmente una decina. Tra i dipendenti della Cpl, ci sono soprattutto uomini tra 50 e i 60 anni, molti dei quali vicini alla pensione. E per loro è davvero difficile immaginare una diversa ricollocazione nel mondo del lavoro. "Ci siamo rivolti a tutti - proseguono gli operai - siamo andati in Cattedrale, in Provincia, in Prefettura. Abbiamo anche chiesto l'intervento di Nichi Vendola, ma per ora niente si è mosso". Anche i sindacati avrebbero tentato una mediazione, proponendo soluzioni alternative come l'assunzione part time per tutti i 28 dipendenti, ma la trattativa per ora non avrebbe portato a nulla di concreto. Intanto lunedì prossimo dovrebbe tenersi un incontro tra le due ditte appaltatrici, e gli operai sperano che la situazione possa finalmente sbloccarsi.

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