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"Autentica pizza barese a km zero", arriva il marchio di qualità

Presentata oggi in Fiera l'iniziativa lanciata dalla L.U.C.A. (Libera Unione Commercianti Apulia) per promuovere e tutelare la vera pizza 'made in Bari'

Redazione12 settembre 2012

Farina 00 pugliese, sale di Margherita di Savoia, pomodoro pelato pugliese, mozzarella fior di latte barese, olio extra vergine di oliva sempre pugliese, pomodori Regina di Polignano, ricotta marzotica di Conversano e rucola selvatica barese. E poi ancora diametro non superiore 35 cm, spessore uniforme e massimo di 0,2 cm, croccantezza, digeribilità, basso carico glicemico: un vero e proprio decalogo, con tanto di ingredienti e canoni da rispettare, per dare vita alla vera pizza "made in Bari".

E' l'iniziativa lanciata dalla L.U.C.A (Libera Unione Commercianti Apulia), che ha ideato e proprio un marchio, "Autentica pizza barese a chilometro zero" per tutelare e promuovere quello che è ormai diventato un prodotto 'tipico' della gastronomia nostrana. Nessun conflitto, dunque, con la 'regina' della tradizione, la pizza napoletana, ma semplicemente la volontà di valorizzare le caratteristiche di un prodotto nostrano.

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Il nuovo marchio è stato presentato questa mattina nel padiglione dell’Unioncamere Puglia alla Fiera del Levante, alla presenza del presidente della Camera di Commercio di Bari, Alessandro Ambrosi, del vicepresidente della Provincia di Bari, Nuccio Altieri, dell’assessore al Commercio e attività economiche del Comune di Bari, Franco Albore, del presidente del Samer, Giuseppe Margiotta, di Luigi Catinella e Mimmo Tarantini, presidente e vice dell’associazione L.U.C.A..

“Noi operatori del settore – ha chiarito Tarantini – stiamo cercando di creare una coalizione perché siamo consapevoli di saper fare la pizza e non abbiamo nulla da invidiare a quella prodotta nel territorio campano. Vogliamo soltanto valorizzare i prodotti e le aziende del territorio per entrare in maniera naturale nel mercato”.

“Un marchio è un punto d’arrivo importante – ha affermato il presidente della Camera di Commercio Ambrosi – oltre che una necessità per la salvaguardia dei prodotti e delle buone prassi produttive del nostro territorio. Questi prodotti oltre ad essere sani e di ottima qualità, rappresentano i nostri territori e sono uno strumento di marketing persuasivo del patrimonio naturalistico ed architettonico pugliese”.

Anche il Comune di Bari ha espresso un parere molto favorevole all’iniziativa lodando in particolare il ruolo degli imprenditori che organizzandosi in maniera compatta sono riusciti a dar vita al marchio. “In un momento difficile come questo – ha detto l’assessore al ramo Albore – con questa crisi devastante, mi rincuorano progetti come questo che denotano una ripresa di idee e sentimenti che hanno portato voi imprenditori ad intraprendere con coraggio un cammino, frutto di anni di lavoro e di impegno”.

Capitalizzare il marchio della “baresità” e della “pugliesità” in un prodotto da celebrare in tutti i suoi componenti, dalla farina al pomodoro, dalla mozzarella all’olio, è la mission del nuovo brand salutato anche dal vicepresidente della Provincia di Bari Altieri. “Quando si punta sulla qualità – ha affermato – non c’è concorrenza che possa dar fastidio, compresa quella sleale che arriva dai Paesi del blocco asiatico sui nostri prodotti agricoli. È necessario proseguire su questa strada per lo sviluppo futuro della nostra economia”.

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