Evento sospeso - L'incanto di Adriana Lecouvreu in scena al Teatro Petruzzelli

ATTENZIONE: Nel rispetto del decreto governativo che, a partire dal 5 marzo, vieta le manifestazioni e gli eventi di qualsiasi natura a causa dell’emergenza nazionale legata all’epidemia del COVID -19 anche il Teatro Petruzzelli, come tutti i Teatri italiani, chiuderà al pubblico fino al 3 aprile 2020.

Info Fondazione Petruzzelli

Pronti per l'incanto di Adriana Lecouvreur? Comincia il viaggio alla scoperta di questo magnifico capolavoro! 
CHI HA UCCISO ADRIANA?
Note di regia di Giovanni Agostinucci

La protagonista di Adriana Lecouvreur, opera di Francesco Cilea, è un personaggio realmente esistito. Fu una famosa attrice, Adrienne Couvreur, celebre interprete dei drammi di Corneille, Racine e Molière. Una primadonna assoluta, come la protagonista del lavoro teatrale che ha ispirato. Ed ecco la sua storia.

Adrienne Couvreur nasce a Epernay, nel nord-est della Francia, il 5 aprile 1692 e muore a Parigi il 20 marzo del 1730. Di umili origini, figlia della lavandaia Marie Boily e del cappellaio Robert Couvreur - farà in seguito precedere il suo cognome da un “Le” per conferirgli un vago tocco di aristocrazia - si trasferisce all’età di dieci anni a Parigi assieme alla famiglia. Sin da piccola dimostra un profondo amore per l’arte drammatica, tanto da unirsi ad una compagnia di attori in Rue Féron, dove debutta a soli quattordici anni nel Poliuto di Corneille, ottenendo un clamoroso successo di pubblico.

Inizia così la sua ascesa che di ruolo in ruolo, la porta ad essere l’attrice teatrale più celebre, ambita, desiderata, la contesa ospite dei salotti più esclusivi di Parigi dove viene ammirata per l’eleganza, la raffinata intelligenza e quella recitazione che va dritta al cuore del pubblico. E tutti l’amano. Soprattutto Maurizio, figlio del Re di Sassonia, che è il suo più grande amore. Adrienne lo incontra al culmine del suo successo, ma scoprirà solo più tardi la sua vera identità. Un amore che la porterà a spogliarsi di tutti i suoi averi, ori, gioielli, quadri, mobili e quant’altro di valore per assecondare il sogno ambizioso di conquiste militari dell’uomo amato, ma che tuttavia non si realizzerà mai. Il suo è un amore vissuto con passione e dedizione assoluta, seppur lacerato dalla gelosia causata dalle numerose rivali. Muore a 38 anni in soli 20 giorni e ancora oggi la narrazione della sua morte è avvolta nel mistero.

Quale fatalità dunque, ha ucciso Adriana? Il disperato amore per Maurizio o l’atto estremo di una rivale vendicativa e potente?

È tutto vero dunque, quanto viene narrato nel libretto scritto da Arturo Colautti per il compositore calabrese Francesco Cilea e tratto dal dramma Adrienne Lecouvreur di Eugène Scribe ed Ernest-Wilfrid Legouvé. Maurizio, Conte di Sassonia è descritto nel dramma come un uomo alto, con gli occhi pieni di fuoco. Esercita un ascendente sulle donne dal quale si guarda bene dal sottrarsi. Figlio di Augusto II detto “il Forte”, Principe elettore di Sassonia, intraprende la carriera militare non ancora ventenne. Solo la sua straordinaria forza fisica che gli permette di piegare un ferro di cavallo con una sola mano, gli consente di sopravvivere alle malattie che gli procurano i suoi violenti eccessi. La personalità spavalda e senza scrupoli inoltre, lo spingerà a vivere alle spalle delle donne sino alla fine dei suoi giorni.
Il personaggio di Adriana Le-Couvreur della Comédie Française è una donna libera dal giogo delle convenzioni sociali dell’epoca, è indipendente, colta, ricca e padrona del suo destino.

Nella mia messinscena vediamo questa donna volitiva durante l’ultimo periodo della sua vita, il più difficile, quello che diventerà il più tragico di un’esistenza che raggiunge la sua fine nell’arco di soli 20 giorni.

Nel primo Atto vediamo Adriana ancora sicura e forte, nel pieno vigore di cui risplendono le primedonne, capaci di soggiogare il pubblico con la recitazione, di conquistarlo con il proprio canto dal mirabile lirismo. È serena, tranquilla, certa del suo amore per colui che crede essere solo un bel tenentino bisognoso di aiuto.

Nel secondo Atto scopre la vera identità di Maurizio e incontra la sua possibile rivale, la Principessa di Bouillon. Ma nonostante tutto, lei resta determinata nella difesa della passione per quello che considera sempre il suo ‘bel tenentino’.

Nel terzo Atto coglie l’occasione di un passo della Fedra di Racine per spingersi orgogliosa a sfidare la potente Principessa di Bouillon puntandole l’indice contro,
con l’accusa di adulterio.

Nel quarto Atto sola e ormai povera, si abbandona alla desolazione per la perduta speranza di ricongiungersi al suo amato e mai dimenticato Maurizio.

La scelta di ambientare Adriana Lecouvreur agli inizi del ‘900 è un vero e proprio ritorno alle origini. La prima assoluta infatti trionfa al Teatro Lirico Internazionale di Milano il 6 novembre 1902, con il grande Enrico Caruso nel ruolo di Maurizio. Ma è stata soprattutto la musica a suggerirmi questa scelta. Scritta e musicata tra il 1899 e il 1902, l’opera si può a ben ragione legare all’epoca e allo spirito del tempo in cui venne composta.

In Adriana Lecouvreur ogni atto è caratterizzato da un elemento qualificante e tutta l’opera possiede un incedere drammatico molto marcato che intendo sottolineare con forza.
Essenziale per lo spettacolo è l’apporto delle luci, che possiedono una versatilità quasi miracolosa nel farsi parte attiva della scena, una sapienza unica nel creare ombre, evocare il vuoto, riempire lo spazio.

MERCOLEDì 4 MARZO 2020 - 20:30 | turno A

GIOVEDì 5 MARZO 2020 - 20:30 | fuori abb.

VENERDì 6 MARZO 2020 - 20:30 | turno B

SABATO 7 MARZO 2020 - 18:00 | fuori abb.

DOMENICA 8 MARZO 2020 - 18:00 | turno C

MARTEDì 10 MARZO 2020 - 18:00 | turno D

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