Insulti all'avversario, bufera sul Cus Bari Basket. Il club si scusa: "Responsabile punito, ma non siamo razzisti"

L'episodio durante il match contro la Virtus Catanzaro, che ha denunciato gli insulti ricevuti da un proprio giocatore: la società barese annuncia di aver già preso provvedimenti per il proprio tesserato, ma respinge le accuse di razzismo

Un allenamento del Cus Bari Basket

Da una parte le accuse gli avversari, che parlano di "gravi insulti razzisti" "per tutta la gara", dall'altra la replica e chiarimenti della squadra barese, che, pur scusandosi, parla di un singolo episodio avvenuto a fine match e respinge le accuse di razzismo, annunciando di aver già preso provvedimenti contro il responsabile. A finire al centro della bufera è la Cus Bari Basket. Il caso si riferisce a quanto avvenuto giovedì scorso, durante la gara contro la Mastria Vending Virtus di Catanzaro.

Le accuse degli avversari

In una nota pubblicata sulla propria pagina Fb, la società calabrese parla di "due atleti del Cus", che avrebbero rivolto "per tutta la gara, gravi insulti razzisti" a un loro giocatore. "Zingaro e slavo di mer...i più ricorrenti", riferiscono gli avversari, che poi raccontano come "per solidarietà" dopo l’espulsione dello stesso atleta offeso, "ancorché mancassero 40’’, i compagni hanno smesso di giocare, così mettendo in risalto la gravità dell’accaduto e la pari deprecabile condotta degli arbitri baresi".

La replica del Cus Bari Basket

"Prendiamo atto del comunicato della Virtus Catanzaro, ma precisiamo -  spiega in una nota Donato Ravelli, responsabile della sezione basket Cus Bari -  che, l'episodio a cui il comunicato fa riferimento è avvenuto a pochi secondi dalla fine della partita e non durante tutto lo svolgimento della stessa. Al momento dell'accaduto il giocatore responsabile dell'offesa è stato fatto uscire immediatamente dal campo, richiamato dal nostro staff tecnico, e successivamente sospeso dalle attività agonistiche dalla nostra società. L'offesa deprecabile e ingiustificabile è stata una risposta sbagliatissima alle provocazioni e minacce di tesserati della Virtus Catanzaro, già innervositi per l'epilogo della gara che volgeva al termine. Alcuni tesserati del Catanzaro, inoltre, sostavano al termine della gara nel tunnel degli spogliatoi per cercare il contatto con nostri atleti assolutamente estranei a tutto l'accaduto. Solo l'intervento dello staff biancorosso permetteva che i ragazzi raggiungessero gli spogliatoi. Detto questo, avendo già punito il responsabile con l'esclusione dalle prossime gare di campionato, il Centro Universitario Sportivo prende le distanze da ogni forma di razzismo, ricordando che nella struttura convivono fraternamente, atleti di differenti nazionalità, culture e religioni. Riteniamo esagerati i continui interventi mediatici, e addirittura politici con interminabili indignazioni on line, e sugli organi di informazione. Ci chiediamo se tutti questi continui ed esasperati attacchi siano davvero necessari ai fini della crescita e dell’ammonimento già avvenuto dell’atleta o siano solo abili strategie mediatiche e politiche per distrarre l’attenzione, dalla mera attività sportiva. Le tecniche di manipolazione psicologica sociale purtroppo sono assai diffuse, e siamo dispiaciuti che vengano attuate in un’ambiente sportivo come il nostro, in cui non è mai esistita ribadisco, alcuna forma di razzismo". "Ci scusiamo ancora una volta per l’accaduto, - conclude Ravelli - che non fa onore all’atleta rappresentante sportivo della nostra società sul parquet che ci ha ospitati, ma l’invito è a non esasperare una situazione con interventi politici, che con lo sport non hanno nulla a che fare. Invitiamo quindi tutti al buon senso e alla responsabilità".

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