Bari, Masiello si pente ma non ci sta: "Non credo di meritare la rescissione"

Il terzino napoletano, dopo la divulgazione delle cause scatenanti la decisione del Bari di ricorrere al collegio arbitrale, chiede scusa ma spera di poter avere una nuova chance dalla società

Si pente ma non ci sta a lasciare la scena senza battere ciglio Salvatore Masiello: dopo la decisione del Bari di mettere il giocatore fuori rosa in seguito al lancio di un piatto che ha portato al grave ferimento del compagno Crescenzi, il terzino napoletano si dice pentito dell'accaduto ma non si sente meritevole di rescissione di contratto. La versione dei fatti di Masiello parte con il racconto (dettagliato) dell'accaduto: "Domenica prima della partita di coppa con l'Avellino ho fatto uno scherzo banale a Zlamal: gli ho abbassato il pantaloncino. Il mio compagno non ha reagito tranquillamente. Ho cercato di chiarire ma mi ha messo le mani addosso. Allora ho avuto una reazione istintiva e sbagliata. Gli ho lanciato un piatto che si è spezzato ed ha tagliato la mano mia e di Alessandro Crescenzi. Ho fatto una stupidaggine esagerata". Il giocatore passa poi al mea culpa seguito dall'immediata speranza di rilancio: "Ho chiesto scusa alla società, ai compagni e ai tifosi. Sono pentito del gesto grave compiuto ma allo stesso tempo vorrei che l'episodio fosse inquadrato nella giusta dimensione. Non ci sto a passare come il giocatore che lancia i piatti ai compagni, soprattutto perchè anche io ho riportato una ferita alla mano con 12 punti. Non credo di meritare una punizione grave come la risoluzione del contratto. Sono disposto a pagare tutte le sanzioni che il Bari mi comminerà ma ho voglia di rimettermi in gioco e di riguadagnarmi la fiducia della società. Non sono stato - conclude il partenopeo - un bell'esempio per i giovani del gruppo ma sono umano come tutti. In campo un leone, fuori una persona che commette errori come tutti. Spero che il Bari mi perdoni e mi dia l'occasione per potermi riscattare"

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