Bari, Torrente si presenta: "Il mio obiettivo? Dare entusiasmo"

Presentato in mattinata al San Nicola l'ex tecnico del Gubbio Vincenzo Torrente. L'allenatore salernitano si mostra cauto in conferenza stampa e non pronuncia mai la parola 'serie A'

E' cominciata ufficialmente questa mattina l'era Vincenzo Torrente come allenatore del Bari: l'ex allenatore del Gubbio, ingaggiato dalla società biancorossa dopo la retrocessione dei mesi scorsi, si è presentato in una conferenza nella sala stampa dello stadio San Nicola. L'ex bandiera del Genoa si è mostrato cauto sugli obiettivi ma, allo stesso tempo, entusiasta della possibilità di guidare la società biancorossa.

ECCO TORRENTE: OBIETTIVO ENTUSIASMO - Come detto, è stata una conferenza piuttosto 'conservativa' quella di Vincenzo Torrente, 45enne campano nuovo tecnico del Bari. L'ex allenatore del Gubbio, che si presenta dopo un doppio salto in avanti, dalla Seconda Divisione di Lega Pro fino alla serie B in due anni, si mostra cauto ma deciso: "Spero di ripagare la fiducia concessami dalla società. Sono orgoglioso di essere qui perché ritengo Bari una grande piazza, una piazza che ha storia e una tifoseria passionale e competente e quindi per me è una grande occasione per dare continuità a quello che ho già fatto in questi due anni. Il mio obiettivo è quello di dare entusiasmo a una piazza che ora è delusa cercando di attuare un calcio propositivo. Voglio una squadra che sia orgogliosa come me di indossare la maglia. Io sono ambizioso e quindi lavoriamo per far bene. Ci auguriamo di fare una squadra competitiva perché il Bari è una squadra che deve puntare a vincere". Alla domanda sul progetto, Torrente risponde così: "Voglio dare un progetto di gioco: negli ultimi anni qui sono passati allenatori importanti come Conte e Ventura che hanno mostrato un bel gioco e altrettanto vorrei fare io ossia vincere con il bel gioco". Sulla rosa a disposizione e le eventuali richieste alla società: "Se potessi decidere autonomamente di trattenere qualcuno, ne tratterrei molti però questo è un discorso che va oltre la mia volontà perché dipende dalle esigenze della società. L'importante è che chi rimane qui e chi arriverà abbia le giuste motivazioni. A tal proposito, i giovani per me sono molto importanti soprattutto se hanno qualità e personalità. Lamanna e Borghese, ad esempio, sono due ragazzi che mi piacciono, così come Marotta. Però non vogliamo fare una squadra di soli giovani bensì puntiamo ad avere il giusto mix di esperienza e gioventù". Sul modulo: "Preferisco il 4-3-3 e il 3-4-3 ma questo non vuol dire semplicemente che si gioca con tre punte e basta. E' importante avere equilibrio e fare bene sia la fase di possesso che quella di non possesso perché do molta importanza alla fase difensiva: le mie squadre, infatti, sono sempre state fra quelle ad avere le migliori difese". La chiusura del tecnico campano è sui perché della scelta: "Ho accettato Bari perché è una piazza e una città importantissima. Credo che qui si possa fare un buon calcio in base alle garanzie ricevute, ossia quelle di avere a disposizione una rosa competitiva. Ho avuto colloqui anche con club di serie A che avrebbero lottato per non retrocedere ma piuttosto che lottare per la salvezza ho preferito scegliere questa piazza e avere altri obiettivi".

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