Podista colpito da malore alla Vivicittà, targhe di riconoscimento per i soccorritori: "Intervento fu tempestivo"

La cerimonia a Palazzo di Città è stata anche l'occasione per sgombrare il campo dalle polemiche sui presunti ritardi seguite all'episodio: "Testimonianze dimostrano che i soccorsi furono tempestive ed efficaci". Oggi l'atleta sta bene ed è tornato a casa

Una targa di riconoscimento "al merito e all'impegno" dei volontari che, nel corso della scorsa edizione di Vivicittà, soccorsero Francesco Zirioni, il podista colto da malore a pochi minuti dall’inizio della gara. La cerimonia di consegna, promossa dalla Commissione consiliare Culture e Sport presieduta da Giuseppe Cascella, d’intesa con la UISP - Comitato Territoriale di Bari,  si è tenuta questa mattina a Palazzo di Città ed è stata anche l'occasione per sgombrare il campo dalle polemiche su presunti ritardi nei soccorsi che seguirono all'episodio.

In quella circostanza - è stato ribadito - una catena di uomini e mezzi - composta dal dott. Antonio Tota, coordinatore sanitario della manifestazione, dal dott. Paolo Amico, componente dello staff medico di gara, dai medici Antonio Di Monaco e Antonio De Florio, i due angeli-podisti che hanno prestato i primi soccorsi a Francesco Zirioni - ha consentito un felice epilogo della vicenda grazie anche al supporto dell’efficiente staff organizzativo predisposto dalla Uisp, che ha potuto contare sulla collaborazione della onlus Nuovi Orizzonti di Sostegno Sociale (NODISS), con il suo gruppo di soccorritori.

“Domenica 15 aprile 2018 - ha dichiarato il presidente Giuseppe Cascella – a pochi metri dalla partenza della corsa podistica barese, uno dei partecipanti, Francesco Zirioni, si accasciò improvvisamente al suolo a causa di un malore. Ma due ‘angeli’ intervennero immediatamente prestandogli le prime cure, riuscendo a rianimarlo sul posto e salvandogli la vita. Il giorno dopo, in commissione, in base a quanto riportato da alcuni media sull’episodio, chiamammo in audizione alcune persone presenti alla corsa, il presidente della UISP e il comandante della Polizia municipale per avere chiarimenti su come si erano svolti effettivamente i fatti. Ebbene, tutte le testimonianze da noi raccolte dimostrano che i soccorsi sono stati tempestivi ed efficaci, eseguiti esattamente secondo i protocolli medici previsti per casi come questo. Adesso Zirioni, che fu immediatamente trasferito al pronto soccorso, sta bene. L’amministrazione e la Uisp hanno quindi voluto ringraziare questi medici che quel giorno hanno compiuto un’azione meravigliosa”

“Ringrazio l’amministrazione - ha spiegato il presidente dalla Uisp Bari Veronica D’Auria - per aver promosso questa bella iniziativa insieme alla Uisp: era infatti importante per l’unione Sport per tutti spiegare, dati alla mano, come si sono davvero svolti i fatti. Quel giorno, in una situazione di grave pericolo per la vita di un uomo, c’era bisogno di mantenere il sangue freddo: la Uisp intende sottolineare che Vivicittà è dotata di un piano sanitario per fronteggiare le emergenze di questo tipo, e che va ben oltre i requisiti minimi richiesti in manifestazioni come Vivicittà. Questa vita umana è stata salvata proprio dalla ‘catena umana della sopravvivenza’ messa in moto da Vivicittà . Ecco perché ribadisco che Bari è una città sicura per chi vuole praticare sport in totale sicurezza”.

“La notizia più bella - ha spiegato Antonio Tota – è che il paziente si sia salvato e sia tornato a casa, e che possa riprendere la sua vita quotidiana. Ma devo esprimere il mio dispiacere perché credo che in questi giorni si è tentato di descrivere Bari come una città insicura mentre si tratta di una città attiva, nella quale si organizzano tanti eventi sportivi che consentono al tutti di praticare i propri sport preferiti. Sentir dire che i soccorritori non erano preparati ad affrontare quella situazione significa creare pericolo e sfiducia nei confronti di iniziative importanti. Confermo invece che, come risulta dall’analisi della scatola nera che era posizionata all’interno del defibrillatore, l’apparecchio è stato usato tempestivamente e correttamente, consentendo al cuore di Francesco di riprendere il suo battito normale”.
 

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