Cresciuta in una gabbietta per canarini e poi abbandonata: la storia di Natalina

E' stata ritrovata da alcuni studenti vicino ad una fermata del bus ad Acquaviva: costretta in una gabbia piccolissima, Natalina era tutta "accartocciata" su sè stessa e ancora oggi fa fatica a stare su quattro zampe

I volontari dell'associazione Legalo al Cuore Onlus l'hanno ritrovata così, tutta "accartocciata" su sè stessa, incapace di stare in piedi sulle quattro zampe. Era rinchiusa in gabbia piccolissima, la stessa, probabilmente, in cui qualcuno l'aveva costretta a vivere da quando era nata, prima di abbandonarla, poco prima di Natale, davanti ad una fermata dell'autobus ad Acquaviva.

A ritrovare Natalina - questo il nome dato alla cucciola di segugio di circa cinque mesi protagonista di questa storia - sono stati alcuni studenti, in procinto di prendere l'autobus per tornare a casa. I ragazzi hanno allertato i volontari: "Venite subito alla fermata, c'è un cane strano".

Strano perchè, appunto, completamente "ripiegato" su sè stesso, costretto in quella posizione da una gabbietta piccola quanto quella usata per i canarini. "All’inizio non sapevamo neanche se poteva sopravvivere - riferisce Patrizia Buonadonna, presidente di Legalo al  Cuore Onlus e responsabile della sezione di Acquaviva delle Fonti, all'agenzia GeaPress che riporta la notizia – Poi grazie alle cure veterinarie ha iniziato a prendere una postura più regolare,   ma quando tenta di sedersi è ancora una pena infinita".

Dall’esame radiografico di Natalina i veterinari hanno riscontrato lo schiacciamento di due vertebre oltre a gravi malformazioni ossee. Di fatto, il cucciolo deambula appoggiandosi sui polsi anteriori.

Natalina, tam-tam su Facebook per aiutare la cagnolina abbandonata in una gabbia

Il ritrovamento di Natalina è stato preceduto, nei mesi scorsi, dal ritrovamento di altri segugi nella zona. Ma nessuno era nelle sue stesse condizioni fisiche. "Debbo pensare che nei pressi – conclude Patrizia Buonadonna – c’è qualcuno che alleva segugi. Quando non  servono li butta via. Non oso però immaginare cosa possa essere successo all’ultima arrivata".

Ora Natalina sta meglio, anche se le malformazioni provocate dal trattamento che le hanno inflitto resteranno a vita. E sarà difficile, purtroppo, riuscire a risalire all'identità di coloro che sono stati capaci di tanta crudeltà.

Per aiutare Natalina e i volontari di Legalo al Cuore Onlus che si stanno prendendo cura di lei scrivere a info@legaloalcuore.it.

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