Renzi inaugura la 78° Fiera del Levante. "La Puglia? In dieci anni è cambiata"

Nello Spazio 7, il presidente del Consiglio ha aperto la rassegna, assieme alle maggiori autorità regionali e cittadine. Il premier ha puntato l'accento su Europa, riforme istituzionali ed economiche. La lunga giornata pugliese del premier, cominciata sul Gargano e a Taranto, terminerà in serata a Mola, per l'inaugurazione di uno stabilimento

Il presidente del Consiglio, Matteo Renzi, ha inaugurato, questo pomeriggio, la settantottesima edizione della Fiera del Levante, in programma dal 13 al 21 settembre. Il premier è giunto in un affollato Spazio 7 nel corso di una giornata tutta pugliese che lo ha visto ​impegnato, in mattinata, sul Gargano, a visitare le popolazioni colpite dall'alluvione di pochi giorni fa e a Taranto, dove ha parlato della situazione Ilva.

Renzi, in un lungo discorso a braccio, ha sottolineato come la Puglia, negli ultimi 10 anni, "sia cambiata e bisogna dare atto del serio lavoro svolto", rimarcando l'importante capacità di spesa della regione per i Fondi Ue, elogiando il governatore Vendola. Sottolineando l'importanza ecumenica di Bari, ponte verso l'Oriente, ha poi parlato della difficile situazione internazionale con cui l'Europa è costretta a fare i conti giornalmente: "La cornice globale è ricca di sconvolgimenti" ha dichiarato riferendosi alle crisi in Ucraina, Siria e Nordafrica e  "la Ue non deve pensare solo allo spread. O torna a fare l'Europa o noi non abbiamo più futuro".

Sulla questione immigrazione, Renzi ha difeso l'idea di allargarla a livello comunitario. Quindi, il premier è passato a riforme istituzionali ed emergenza occupazionale: "Meno parlamentari non significano una forzatura della democrazia, ma rappresentano una riduzione del ceto politico, una semplificazione. Dobbiamo guardare al futuro non più come una minaccia. Il mondo del lavoro, in Italia, è il luogo in cui ci sono più disuguaglianze". Il capo del Governo, ha voluto concludere il suo discorso tornando alla Puglia: "L'Alta Velocità tra Bari e Napoli è un'opera che cambia le economie di una città. L'Ilva di Taranto, inoltre, è una sfida da vincere, perché lì vi è in gioco l'idea stessa di rapporto tra diritto al lavoro e alla salute".

Ad ascoltarlo, numerose autorità nazionali (tra cui il ministro della Difesa, Roberta Pinotti) e locali. Il primo a parlare è stato il sindaco di Bari, Antonio Decaro, ricordando il ruolo di Bari nell'accoglienza ai migranti, dimostrata anche dalla problematica situazione del Cara, oramai sull'orlo del collasso. Il primo cittadino, in apertura ha dedicato un pensiero ai due marò, Salvatore Girone e Massimiliano Latorre, per poi passare a parlare di economia, sviluppo, amministrazione e sicurezza: "Non saremo la parte più ricca del Paese, presidente, ma c’è una risorsa che di sicuro non ci manca. È il coraggio. A novembre ti aspetto per posare la prima pietra sull'Alta Velocità Bari-Napoli e a gennaio saremo la quinta Area Metropolitana d'Italia". Decaro ha anche ricordato il giovane Florian Mesuti, ucciso recentemente nel quartiere Libertà: a lui sarà dedicato 'Porta Futuro', progetto già sperimentato con successo a Barcellona e Roma per l'incontro di domanda e offerta occupazionale, con sede nella Manifattura dei Tabacchi, assieme a un hub del riutilizzo degli spazi urbani.

Il presidente della Provincia di Bari, Francesco Schittulli, ha invece rimarcato la vicenda dell'abolizione dell'Ente istituzionale, affermando come "l'impegno del governo, sul piano interno, procede a un cambiamento che risulta incerto, senza consentire la risoluzione dei problemi" affermando come "si dichiarano abolite le province, mentre a giorni si procede al loro rinnovo". Il presidente della Fiera, Ugo Patroni Griffi, ha invece ricordato l'impegno importante nella ristrutturazione del bilancio dell'Ente, confermando l'utilità in ottica di rilancio, proponendo anche al premier di inserire la Fiera nelle Zone Franche Urbane, in modo da poter contare su diverse agevolazioni economiche per riattivare la crescita della Campionaria.

Lungo e appassionato l'intervento del governatore Nichi Vendola, al decimo, e probabilmente ultimo, discorso in Fiera da presidente della Giunta regionale pugliese, cominciato con un commosso omaggio al Gargano colpito dall'alluvione (ripreso alla fine con il ricordo del giovane allevatore Antonio Facenna, travolto da un torrente in piena), Vendola ha poi proseguito con la questione delle trivelle petrolifere nell'Adriatico "Abbiamo il diritto di ribellarci. La nostra regione già offre uno straordinario contributo al soddisfacimento del bisogno energetico del Paese". Infine, un bilancio finale, dopo 10 anni alla guida della Regione: "In Puglia si chiude un ciclo, un decennio in cui è toccato a me il compito impegnativo, entusiasmante ma anche doloroso di guidare l'amministrazione regionale. Ho imparato tanto, ho imparato da tutti“. 
 

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