Chiude un'altra attività commerciale sul waterfront di San Girolamo: "Penalizzati dal cantiere"

E' la terza attività che chiude in 100 metri. Ieri la riunione tra commercianti e residenti per fare il punto sui problemi derivati dai lavori ancora non completati

Il manifesto affisso davanti al bar

Quando Sergio Mezzina, titolare di un bar che affaccia su quella che diventerà una colonna del progetto del waterfront di San Girolamo, ha deciso di abbassare le serrande per sempre, vista la mancanza di clientela, tra residenti e commercianti è scattato l'allarme. E così nel pomeriggio di venerdì 8 febbraio hanno deciso di riunirsi proprio all'esterno del suo locale, per denunciare la crisi seguita all'avvio del cantiere del nuovo lungomare barese. E lo hanno fatto in un luogo simbolo, visto che quasi un anno fa quell'esercizio commerciale ospitò il confronto amministrazione-residenti/commercianti sul progetto del waterfront.

Promesse disattese

Allora furono gli assessori Petruzzelli e il sindaco Antonio Decaro ad assicurare ai presenti che la zona sarebbe rinata con l'avanzamento del cantiere e le preoccupazioni di finire vittime dell'"ingabbiamento" sarebbero presto sparite. "Un anno dopo possiamo confermare che nulla è cambiato" assicura Francesco Albergo, presidente del comitato San Girolamo Fesca, che riunisce coloro che il cantiere del waterfront ormai lo vivono quotidianamente. E la conta delle 'vittime' sale così a tre, dopo che nel 2018 avevano chiuso i battenti anche un fruttivendolo e una macelleria; tutte nel raggio di 100 metri. E la scelta di Mezzina acquista ancora più significato, visto che aveva rilevato l'attività nel 2017, con la speranza di lasciarla un giorno ai figli. Un'attività in un luogo che doveva rappresentare la rinascita di un quartiere difficile. Almeno sulla carta.

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"Il calo delle vendite si attesta dal 40 al 70 per cento e tutte le richieste fatte all'amministrazione per invertire la tendenza sono cadute nel vuoto" fanno eco ad Albergo gli esercenti della zona, che chiedono un accelerata ai lavori per scongiurare lo spettro di nuove chiusure. Nel mentre il cantiere si sta concentrando su piazzetta del mare, vero e proprio gioiellino del progetto di trasformazione del lungomare IX maggio, in cui in questi giorni è partita la posa della colata di cemento per la realizzazione della pavimentazione. Ma anche qui i residenti denunciano stranezze: dalla settimana scorsa sono state tolte le mattonelle - già posizionate - sulle colonne e sulle strutture che diventeranno punti di ristorazione. "Invece di andare avanti - commenta Albergo - torniamo indietro con i lavori già fatti".

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Mercato immobiliare in difficoltà

Se i commercianti piangono, i residenti di certo non ridono. A confermare le difficoltà di rendere appettibile l'area prima dell'eliminazione del cantiere, sono i dati forniti dai titolari delle agenzie immobiliari presenti all'incontro, che hanno raccontato delle problematiche nel vendere o affittare appartamenti che affacciano sul waterfront. Se infatti è più facile trovare affittuari del quartiere, chi viene da fuori difficilmente si fa convincere a 'guardare oltre' le recinzioni, al waterfront che verrà quando tutto sarà terminato.

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Anche a guardare nel breve termine - all'estate, per la precisione - però, lo sconforto dei residenti è palese. Le mareggiate invernale stanno infatti distruggendo anche uno dei punti di appeal più importanti dell'area: la spiaggetta a ridosso del lungomare. "Non solo sono stati portati via i ciottoli, si è proprio consumata la base di ghiaia della spiaggia - conclude Albergo - Di questo passo con l'arrivo del caldo mi chiedo dove potremo fare il bagno".

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Commenti (1)

  • E questi danni chi la paga???? Chi pagherà x i problemi di questo commerciante?????

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