Anziana uccisa per errore a Bitonto, "abitanti del borgo antico coprivano tracce dopo le sparatorie"

Dalle motivazioni della sentenza di condanna per i nove presunti responsabili dell'omicidio di Anna Rosa Tarantino, emerge un "clima di terrore" e di "intimidazione e omertà diffusa" tra i residenti

Un "clima di terrore" e di "intimidazione e omertà diffusa tra la popolazione", con gli abitanti del borgo antico di Bitonto abituati a "nascondere le tracce delle sparatorie subito dopo la loro consumazione coprendo i buchi lasciati dalle pallottole sulle facciate delle loro abitazioni", utilizzando un nastro adesivo dello stesso colore delle abitazioni. E' lo spaccato che emerge dalle motivazioni della sentenza con la quale sono stati condannati ad aprile scorso nove presunti responsabili dei quattro agguati che la mattina del 30 dicembre 2017, a Bitonto, culminarono nell’omicidio dell'innocente Anna Rosa Tarantino, anziana uccisa per errore durante un conflitto a fuoco tra gruppi rivali nel borgo antico.

Tra i condannati c'è anche il boss Domenico Conte. Nelle motivazioni il gup Francesco Agnino ripercorre l'escalation di violenze di quella tragica mattinata, fino al colpo mortale che ferì Anna Rosa Tarantino, facendo anche riferimento al clima in cui vivevano i residenti del borgo antico e anche "alla totale mancanza della benché minima collaborazione da parte di qualsivoglia testimone" nonostante l'uccisione di un'innocente.
 

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