Come ridurre gli incidenti in città? Lo spiegano gli studenti del Politecnico: il progetto Pa.S.S.S

Acronimo di Parco scientifico per la sicurezza stradale, l'iniziativa coinvolge dallo scorso anno i frequentati del corso di 'Sicurezza stradale', che ridisegnano le strade per renderle meno pericolose

La chiave per ridurre gli incidenti a Bari? Potrebbero suggerirla gli studenti del Politecnico, chiamati a collaborare in uno speciale progetto che vede coinvolti anche il Comune, il DICATECh del Politecnico di Bari, la Scuola di Medicina dell'Università degli Studi 'Aldo Moro'. Un'iniziativa che ha anche ricevuto un finanziamento dal Ministero delle Infrastrutture.

Il coinvolgimento degli studenti

Si chiama Pa.S.S.S, acronimo di Parco scientifico per la sicurezza stradale, il progetto triennale che dall'anno accademico 2017/2018 si concentra sulla riduzione delle cause degli incidenti stradali nel capoluogo pugliese, che - nonostante i numeri in calo a livello regionale - rimane una delle principali cause di mortalità. Se sulle cause derivate dagli automobilisti non si può fare molto; si può invece intervenire sul comparto stradale per renderlo meno pericoloso per chi è alla guida.

Ecco perché dallo scorso anno, Pasquale Colonna, docente del corso di 'Sicurezza stradale' del dipartimento di Ingegneria del Politecnico, ha coinvolto i suoi studenti nel progetto del Pa.S.S.S, chiedendo loro di determinare quali modifiche possono essere effettuate per rendere più sicura la carreggiata. Dall'allargamento dei marciapiedi alle rotatorie, passando per la segnaletica e l'installazione di dossi artificiali o semafori aggiuntivi; gli studenti hanno redatto progetti preliminari con gli interventi da realizzare, che saranno caricati su uno specifico sito del Politecnico aperto a tutti. "Naturalmente non si tratta di progetti vincolanti per il Comune - spiega Roberto Ferrante, uno degli studenti che ha partecipato al progetto - ma sarebbe utile prenderne spunto, visto che ci siamo concentrati sulle aree dove avvengono incidenti stradali con feriti. Ad esempio a me è stata assegnata l'area compresa tra via Postiglione, via dei Mille e via Amendola".

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Le migliorie proposte

I risultati della sperimentazione del team guidato dal professor Colonna sono stati esposti durante un convegno pubblico tenutosi a fine ottobre al Politecnico, con la proiezione delle slide con alcuni dei progetti realizzati dai ragazzi. Alessia Gallina, ad esempio, si è concentrata sullo spazio antistante la Facoltà di Economia, suggerendo la realizzazione di una rotatoria per far defluire il traffico proveniente dalla tangenziale e da Poggiofranco, con il contiguo allargamento del marciapiede e la realizzazione di apposita segnaletica. Luigi De Bari, invece, si è focalizzato sugli interventi relativi alla mobilità sostenibile sull'estramurale Capruzzi, altro punto molto trafficato del capoluogo. Nel suo progetto preliminare si vede così una pista ciclabile realizzata ai lati del marciapiede, da connettere a quella attualmente esistente in viale Unità d'Italia, che attraversa anche il sottovia Duca degli Abruzzi per fare da 'ponte' per i ciclisti nel quartiere Murat.

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Non è esente, chiaramente, anche il centro città, che vede tra i suoi punti critici gli ultimi isolati di corso Cavour, a ridosso del ponte di collegamento con corso Italia. Una panoramica realizzata con il database degli incidenti fornito al team di Colonna dall'Istat, che ha permesso così di comprendere subito le criticità su cui concentrarsi.

rete analizzata

Un progetto comunale

Pa.S.S.S non coinvolge soltanto gli studenti, ma metterà in campo una serie di iniziative a livello comunale con le realtà sul territorio, come l’Associazione Italiana per l’Ingegneria del Traffico e dei Trasporti (AIIT), la Fondazione Ciao Vinny e i Consorzi di autoscuole. Cinque direttrici su cui si muoverà il progetto del Comune, che vanno da interventi sul territorio (la sistemazione delle aree del quarto Municipio IV vincolate al progetto e la realizzazione di un centro operativo, ad esempio), all’acquisto di attrezzature utili a monitorare i flussi di mobilità (non solo veicolare) in ambito urbano, ma anche a campagne di sensibilizzazione sulla sicurezza stradale itineranti, da diffondere attraverso i media nei tre anni di durata del progetto.

Un progetto costato quasi sei milioni di euro: tre finanziati dal Ministero e due milioni e mezzo finanziati dal Comune di Bari, di cui due solo per la realizzazione degli interventi di valorizzazione degli spazi a Carbonara, in particolar modo su via Antonio de Curtis e via Antonio Quaranta. Il piano di interventi prevede la creazione di aree a verde, percorsi ciclabili, aree di sosta per i visitatori.

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