Bitonto, assalto con sparatoria al distributore di benzina: presi i rapinatori

Il colpo lo scorso 22 agosto: nelle fasi concitate della rapina, i malviventi fecero fuoco ferendo un cliente che aveva cercato di bloccarli. In pochi giorni la polizia ha chiuso le indagini, arrestando due giovani del luogo, presunti responsabili dell'episodio

Il cliente reagisce cercando di colpire il rapinatore - Foto nel pezzo: la conferenza stampa in Questura

Le immagini registrate dall'impianto di videosorveglianza mostrano distintamente le fasi della rapina. Sono da poco passate le 12 del 22 agosto: due soggetti - uno più alto, l'alto più basso, con il volto coperto dal cappuccio di una felpa bianca - arrivano di corsa in un distributore di carburanti IP in via Planelli, a Bitonto. L'uomo più alto fa irruzione nel box, il complice lo attende fuori.

A questo punto accade quello che i due malviventi non avevano preventivato: un uomo di 73 anni, cliente abituale del distributore, interviene, cercando di colpire con un bastone utilizzato per il lavaggio dei vetri il rapinatore rimasto all'esterno. Sono pochi attimi: l'altro bandito, che nel frattempo ha già arraffato il bottino di 250 euro, esce dal gabbiotto ed esplode tre colpi di pistola calibro 7.65 all'indirizzo del cliente. Tre sono i proiettili che raggiungono l'uomo all'anca sinistra, all'inguine e alla coscia destra, ferendo di striscio anche un cane.

GUARDA IL VIDEO: I RAPINATORI IN AZIONE

Anche grazie a queste immagini, gli agenti della Squadra mobile di Bari e del Commissariato di Bitonto, ok-20supportati dal personale della polizia scientifica, sono riusciti a chiudere le indagini nel giro di una settimana, chiudendo il cerchio intorno a due giovani del luogo, presunti responsabili del colpo. In manette, con l'accusa di rapina aggravata, tentato omicidio aggravato, porto e detenzione di arma da sparo e ricettazione, sono finiti Valentino Dicataldo, 20 anni, e Domenico Splendorio, 29 anni, entrambi con precedenti di polizia.

A condurre gli investigatori verso i due giovani - oltre alle immagini, alle indicazioni fornite da alcuni testimoni e altri elementi raccolti durante le indagini - sono stati anche i rilievi compiuti dalla scientifica sullo scooter abbandonato dai rapinatori sul posto. Al momento della fuga, infatti, qualcosa non avrebbe funzionato: forse un guasto, che ha costretto uno dei due rapinatori, Dicataldo, a spingere il mezzo, lasciando impressa un'impronta palmare che ha poi consentito la sua identificazione. Abbandonato lo scooter i due si sono dileguati a piedi, probabilmente cercando rifugio nel complesso di case popolari che sorge nella zona. I due, secondo gli investigatori, nei giorni che hanno seguito il colpo si sarebbero anche allontanati dal paese, per poi farvi ritorno. Fino all'arresto di ieri: uno dei due, messo sotto pressione, si è consegnato; l'altro è stato fermato dalla polizia, sempre a Bitonto.

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