Attacchi razzisti?! Il Cus Bari mai si è macchiato di certe accuse. Per quanto e’ accaduto sono stati gia’ presi provvedimenti. basta con la propaganda e la manipolazione psicologica.

Nella Foto Donato Ravelli Resp. Sez. Basket CUS Bari

Nota - Questo comunicato è stato pubblicato integralmente come contributo esterno. Questo contenuto non è pertanto un articolo prodotto dalla redazione di BariToday

“Adesso basta! Ora servirebbero responsabilità e buonsenso, e non propaganda e falsità. Con i titoloni sul “presunto” attacco razzista di un nostro cestista, si stanno superando i limiti della pazienza” E’ questa la dichiarazione dei responsabili della sezione Basket del CUS Bari, in merito al presunto caso di razzismo in una partita esterna tra l’Under 18 del CUS Bari e la Mastria Vending Virtus di Catanzaro, di giovedì scorso. “Prendiamo atto, del comunicato della Virtus Catanzaro, ma i precisiamo - spiega Donato Ravelli responsabile della sezione basket Cus Bari - che, l'episodio a cui il comunicato fa riferimento è avvenuto a pochi secondi dalla fine della partita e non durante tutto lo svolgimento della stessa. Al momento dell'accaduto il giocatore responsabile dell'offesa è stato fatto uscire immediatamente dal campo, richiamato dal nostro staff tecnico, e successivamente sospeso dalle attività agonistiche dalla nostra società. L'offesa deprecabile e ingiustificabile è stata una risposta sbagliatissima alle provocazioni e minacce di tesserati della Virtus Catanzaro, già innervositi per l'epilogo della gara che volgeva al termine. Alcuni tesserati del Catanzaro, inoltre, sostavano al termine della gara nel tunnel degli spogliatoi per cercare il contatto con nostri atleti assolutamente estranei a tutto l'accaduto. Solo l'intervento dello staff biancorosso permetteva che i ragazzi raggiungessero gli spogliatoi. Detto questo, avendo già punito il responsabile con l'esclusione dalle prossime gare di campionato, il Centro Universitario Sportivo prende le distanze da ogni forma di razzismo, ricordando che nella struttura convivono fraternamente, atleti di differenti nazionalità, culture e religioni. Riteniamo esagerati i continui interventi mediatici, e addirittura politici con interminabili indignazioni on line, e sugli organi di informazione. Ci chiediamo se tutti questi continui ed esasperati attacchi siano davvero necessari ai fini della crescita e dell’ammonimento già avvenuto dell’atleta o siano solo abili strategie mediatiche e politiche per distrarre l’attenzione, dalla mera attività sportiva. Le tecniche di manipolazione psicologica sociale purtroppo sono assai diffuse, e siamo dispiaciuti che vengano attuate in un’ambiente sportivo come il nostro, in cui non è mai esistita ribadisco, alcuna forma di razzismo.” “Ci scusiamo ancora una volta per l’accaduto, - conclude Ravelli - che non fa onore all’atleta rappresentante sportivo della nostra società sul parquet che ci ha ospitati, ma l’invito è a non esasperare una situazione con interventi politici, che con lo sport non hanno nulla a che fare. Invitiamo quindi tutti al buon senso e alla responsabilità”

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